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Fini rilancia l’allarme sul comparto primario colpito da crisi energetiche e tensioni internazionali. Servono interventi immediati e strutturali

Agricoltori in perdita e costi fuori controllo

A margine dell’incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Cia-Agricoltori Italiani ha ribadito con forza l’allarme per un settore sempre più in difficoltà. L’agricoltura italiana, tra le più esposte agli effetti delle crisi belliche ed energetiche, sta registrando perdite di migliaia di euro per azienda, a causa dell’aumento incontrollato dei costi di produzione.

Il presidente nazionale Cristiano Fini ha sottolineato come la situazione sia ormai insostenibile, con rincari che incidono pesantemente sulla redditività delle imprese agricole, già provate da un contesto economico instabile.

Credito d’imposta sul gasolio misura urgente e non rinviabile

Tra le richieste avanzate da Cia emerge con urgenza l’introduzione di un credito d’imposta sul gasolio agricolo, considerato uno strumento indispensabile per sostenere le aziende nel breve periodo. La Confederazione ribadisce la necessità di un intervento immediato, affiancato da un pacchetto di misure più ampio a livello europeo.

Nonostante l’apprezzamento per gli sforzi del governo, Cia evidenzia come sia indispensabile una strategia strutturata e coordinata, capace di garantire stabilità negli approvvigionamenti di materie prime strategiche e di contenere gli effetti delle turbolenze sui mercati energetici.

Crisi energetica e guerra impattano su tutta la filiera agricola

Il conflitto in Medio Oriente continua a produrre effetti rilevanti sul comparto, con aumenti fino al 60% su gasolio e fertilizzanti e crescenti difficoltà di reperimento delle risorse necessarie alla produzione. A questo si aggiungono le forti oscillazioni dei prezzi di gas ed energia elettrica, che aggravano ulteriormente la situazione.

Per Cia, le misure attualmente adottate non sono sufficienti: la riduzione di pochi centesimi sulle accise non può compensare un impatto economico così rilevante. Il rischio concreto è quello di vedere molte aziende costrette a ridurre la produzione o, nei casi più critici, a cessare l’attività.

Sovranità alimentare e futuro del Made in Italy a rischio

La Confederazione richiama l’attenzione sulla necessità di difendere la sovranità alimentare e il valore del Made in Italy agroalimentare, oggi messo a rischio da una crisi senza precedenti. Filiere strategiche come cerealicoltura, zootecnia da latte e florovivaismo risultano particolarmente esposte e vulnerabili.

Per questo, Cia ribadisce l’urgenza di interventi concreti e risorse adeguate per sostenere il sistema agricolo nazionale, garantire la continuità produttiva e preservare un comparto fondamentale per l’economia e la sicurezza alimentare del Paese.

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