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L’associazione nazionale pensionati della CIA richiama il valore costituzionale della pace e sollecita il Governo a rafforzare l’azione diplomatica e a proteggere le fasce più fragili dagli effetti economici dei conflitti.

Il richiamo al ripudio della guerra e alla centralità della pace

Il ripudio della guerra rappresenta uno dei principi fondanti della Costituzione italiana e continua a essere un riferimento imprescindibile per la società civile e per le organizzazioni che operano nel mondo agricolo e rurale. È su questo presupposto che Anp-Cia, l’associazione nazionale pensionati di CIA Agricoltori Italiani, ha ribadito con forza il proprio no ai conflitti armati, esprimendo preoccupazione per le nuove tensioni che stanno infiammando il Medio Oriente.

Secondo il presidente nazionale Alessandro Del Carlo, il moltiplicarsi delle crisi internazionali rischia di alimentare uno scenario globale sempre più instabile, nel quale il ricorso alla forza tende a sostituire il dialogo tra gli Stati. Una dinamica che, secondo l’associazione, rischia di indebolire il ruolo della diplomazia e delle istituzioni internazionali, a partire dalle Nazioni Unite, chiamate invece a guidare la risoluzione politica delle controversie.

Gli effetti economici dei conflitti sulle fasce più fragili della popolazione

Accanto alle preoccupazioni sul piano internazionale, Anp-Cia richiama l’attenzione anche sulle conseguenze economiche dei conflitti, che rischiano di ripercuotersi pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini, in particolare sulle fasce più vulnerabili della popolazione.

Pensionati e anziani, infatti, stanno già affrontando una fase complessa segnata dall’aumento dei prezzi e dalla progressiva perdita di potere d’acquisto delle pensioni. Secondo uno studio del CER commissionato dal Cupla, tra il 2009 e il 2025 una pensione lorda di 1.200 euro ha registrato una riduzione del potere d’acquisto pari a circa 70 euro al mese, vale a dire quasi 900 euro all’anno. Ancora più consistente la perdita per assegni pensionistici più elevati, che evidenziano un calo mensile superiore ai 170 euro.

A questo quadro si aggiunge il timore di nuovi aumenti delle bollette di luce e gas, legati anche alle tensioni geopolitiche nelle aree da cui provengono importanti risorse energetiche.

L’appello al Governo per diplomazia e sostegno sociale

Di fronte a questo scenario, Anp-Cia chiede al Governo italiano di assumere una posizione chiara a favore della pace, rafforzando l’impegno diplomatico e sostenendo ogni iniziativa utile a fermare le ostilità. La storia, sottolinea l’associazione, dimostra come i conflitti armati non rappresentino mai una soluzione e producano conseguenze pesanti non solo per i popoli direttamente coinvolti, ma anche per l’economia globale e per il sistema sociale.

Allo stesso tempo, l’organizzazione sollecita interventi concreti sul piano interno per proteggere pensionati e anziani dall’aumento dei costi della vita, a partire dalle bollette energetiche e dai beni di prima necessità, come prodotti alimentari e spese sanitarie.

L’associazione ribadisce infine il proprio impegno nella difesa dei principi di giustizia sociale, solidarietà e pace, valori fondamentali per garantire a tutti i cittadini condizioni di vita dignitose e un contesto sociale più equo e sicuro.

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