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Consegnato il documento della Confederazione sulla Strategia europea dedicata. Fini: «Senza agricoltura multifunzionale avanzano spopolamento e degrado»

L’agricoltura al centro della strategia per il futuro delle aree interne

Il diritto a restare nelle aree interne e rurali deve diventare un principio concreto e pienamente riconosciuto nelle politiche europee e nazionali. È questo il messaggio che Cia-Agricoltori Italiani ha portato all’attenzione del vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, ricevuto nella sede nazionale dell’associazione insieme al Comitato esecutivo.

Nel corso dell’incontro, il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, ha consegnato il documento elaborato dalla Confederazione nell’ambito della Strategia europea sul tema “Il diritto a restare: la tua regione, il tuo futuro”, sottolineando come il rilancio delle aree interne non possa essere affrontato esclusivamente attraverso infrastrutture e politiche demografiche.

Secondo Cia, il ruolo delle imprese agricole multifunzionali rappresenta un elemento decisivo per garantire la vitalità economica, sociale e ambientale dei territori più fragili. Senza aziende agricole attive e radicate sul territorio, infatti, il rischio di spopolamento e abbandono è destinato ad aumentare.

Otto proposte per rafforzare i territori rurali

Nel documento presentato alla Commissione europea, Cia individua una serie di interventi strategici per rendere effettivo il diritto a restare nelle aree rurali e montane. Tra le priorità emerge il riconoscimento dell’imprenditore agricolo come presidio essenziale delle comunità locali e la trasformazione delle aziende agricole in veri e propri hub di servizi, capaci di offrire attività agrituristiche, sociali, energetiche e culturali.

Grande attenzione viene riservata anche alla connettività digitale, considerata un diritto fondamentale da garantire entro il 2030, insieme al rafforzamento dei servizi di prossimità come sanità, scuola, mobilità e welfare.

La Confederazione propone inoltre strumenti fiscali dedicati, incentivi per giovani e imprese agricole, investimenti nella formazione digitale e misure per favorire lo sviluppo dell’economia verde, valorizzando al contempo la gestione sostenibile di suolo, acqua e foreste.

Una governance europea per contrastare spopolamento e dissesto

Per Cia è necessario costruire una governance multilivello capace di coordinare Politica agricola comune, fondi di coesione, bioeconomia e strategie per la transizione ecologica ed energetica. Una visione integrata che possa sostenere concretamente chi sceglie di vivere e investire nelle aree più periferiche del continente.

Fini ha evidenziato come garantire alle persone la possibilità di lavorare e costruire il proprio futuro nei territori d’origine rappresenti una delle principali sfide democratiche dell’Europa. Per questo l’associazione chiede politiche stabili, incentivi di lungo periodo e una programmazione che premi chi opera nelle zone maggiormente esposte al rischio di abbandono e dissesto.

Particolare rilievo viene attribuito anche alla futura Pac post 2027, che secondo Cia dovrà restare solida, autonoma e adeguatamente finanziata per assicurare all’agricoltura il ruolo strategico che le compete nello sviluppo delle aree interne. Un impegno che, secondo la Confederazione, sarà determinante per garantire un futuro ai territori rurali italiani e alle comunità che li abitano.

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