Dopo il voto favorevole della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue, l’obiettivo è chiudere il negoziato entro l’anno con regole più chiare, meno burocrazia e maggiori tutele
Il voto della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo rappresenta un passo avanti, ma ora è necessario accelerare il negoziato per arrivare rapidamente a una vera semplificazione delle norme sul biologico.</em></p>
Anabio-Cia accoglie positivamente l’adozione, da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, della relazione sulla revisione del Regolamento Ue 2018/848 relativo alla produzione biologica. Il provvedimento apre la strada alla fase conclusiva del trilogo, prevista a partire da settembre, e potrebbe consentire di correggere alcune delle principali criticità emerse durante gli anni di applicazione della normativa.
Logo europeo e prodotti importati
Tra gli elementi più rilevanti del testo approvato figura il rafforzamento delle disposizioni sull’utilizzo del logo europeo per i prodotti biologici importati dai Paesi terzi. Le nuove indicazioni puntano a rendere più restrittivo l’impiego del marchio, migliorando la trasparenza nei confronti dei consumatori e garantendo condizioni di concorrenza più eque per le imprese agricole europee.
La proposta interviene anche sugli accordi di equivalenza con i Paesi extra Ue e sulle disposizioni relative ai mangimi proteici destinati agli allevamenti di avicoli e suini. Misure che, secondo Anabio-Cia, possono contribuire a rendere il quadro normativo più coerente con le reali esigenze produttive del settore.
Certificazione di gruppo e piccole aziende
Un altro aspetto giudicato positivamente riguarda il potenziamento della certificazione di gruppo, considerata uno strumento importante per ridurre i costi e gli adempimenti a carico degli operatori. Sono previste, inoltre, specifiche esenzioni per le aziende biologiche di minori dimensioni, spesso maggiormente penalizzate dal peso della burocrazia.
Per Anabio-Cia, la revisione dovrà restare circoscritta agli interventi urgenti e puntuali contenuti nel pacchetto europeo di semplificazione. L’obiettivo deve essere quello di risolvere i problemi applicativi senza modificare i principi fondamentali del modello biologico europeo, fondato sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità delle produzioni e sulla fiducia dei cittadini.
De Noia: «Il lavoro non è finito»
«Accogliamo con favore questo risultato, ma il lavoro non è finito», ha dichiarato il presidente di Anabio, Giuseppe De Noia. «Nei prossimi mesi sarà decisivo completare il negoziato con norme più chiare e più semplici, capaci di sciogliere i nodi applicativi emersi nel tempo senza snaturare il modello biologico».
Secondo De Noia, la semplificazione dovrà tradursi in vantaggi concreti per gli operatori, attraverso la riduzione degli oneri amministrativi e degli adempimenti che oggi rallentano l’attività delle imprese. Allo stesso tempo, sarà necessario garantire trasparenza, credibilità del sistema di certificazione e maggiori tutele per i consumatori.
Fini: «Regole semplici e certe»
Anche il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha sottolineato la necessità di concludere rapidamente il percorso legislativo.
«Il biologico è una risorsa strategica per l’agricoltura italiana ed europea», ha affermato Fini. «Per questo servono regole semplici, certe e capaci di accompagnare davvero lo sviluppo del settore».
Per Anabio-Cia, la priorità è arrivare alla conclusione dell’iter entro la fine dell’anno, evitando nuovi ritardi e offrendo alle aziende un quadro normativo stabile, comprensibile e realmente applicabile.