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Oltre 26 mila aziende presidiano territori e sentieri. La Confederazione pronta a collaborare per una governance che valorizzi turismo green e aree interne

Più di 100 Cammini italiani attraversano valli, colline e montagne del Paese. Lungo questi itinerari si snoda una rete capillare di oltre 26 mila agriturismi, veri e propri presìdi rurali che rappresentano un punto di riferimento non solo per l’accoglienza, ma anche per la promozione del patrimonio culturale, enogastronomico e ambientale nazionale.

A sottolinearlo è Cia-Agricoltori Italiani, insieme alla sua associazione agrituristica Turismo Verde, che guarda alla nuova legge quadro sui Cammini come a una possibile svolta per il turismo italiano e per la valorizzazione delle aree interne.

Agriturismi presidio territoriale e motore del turismo lento e sostenibile

La promozione e valorizzazione dei Cammini d’Italia, secondo Cia, ha già un tracciato chiaro: passa attraverso le aziende agricole che puntano sul binomio materie prime e cucina contadina, sulla salvaguardia del territorio e sull’accoglienza autentica.

Gli agriturismi non sono solo luoghi di ristoro, ma spazi narrativi ed esperienziali capaci di raccontare la storia dei territori, custodire tradizioni e offrire ai camminatori un’esperienza immersiva nel cuore del Made in Italy agroalimentare.

In questo senso, il turismo dei Cammini si intreccia con la funzione multifunzionale dell’agricoltura, rafforzando un modello di turismo green, consapevole e sostenibile, che trova proprio negli agriturismi un alleato naturale.

Legge quadro sui Cammini occasione per rafforzare governance e programmazione

Cia e Turismo Verde condividono l’importanza della nuova legge, che punta a mettere ordine in un universo ancora frammentato, ma in forte crescita negli ultimi anni.

Il turismo dei Cammini ha registrato infatti un aumento costante delle presenze, con effetti diretti sull’accoglienza diffusa e sulle piccole imprese locali, in particolare nelle aree interne, spesso caratterizzate da fragilità economica e spopolamento.

Per la Confederazione, la nuova governance dovrà riconoscere il ruolo strategico degli agriturismi nella promozione nazionale, nella costruzione di una banca dati dedicata, nella partecipazione al tavolo permanente previsto dalla norma e nella programmazione degli interventi.

Le aziende agrituristiche possono offrire un valore aggiunto che va oltre l’ospitalità: punti informativi, stazioni di supporto per la salute e la sicurezza dei camminatori, servizi integrati a sostegno del turismo lento.

Crescita del 70% negli arrivi in dieci anni e raddoppio degli stranieri

I numeri confermano il potenziale del comparto. Negli ultimi dieci anni gli arrivi negli agriturismi italiani sono cresciuti del 70%, mentre le presenze dall’estero hanno registrato un aumento del 100%.

“Nella mappatura promozionale devono assolutamente rientrare gli agriturismi – dichiarano i presidenti nazionali Cristiano Fini per Cia e Mario Grillo per Turismo Verde-Cia –. Siamo a disposizione con la nostra rete, che già su molti itinerari rappresenta un punto di riferimento strutturato e convenzionato. Gli agriturismi sono l’amplificatore ideale di un turismo autentico, sostenibile e profondamente legato ai territori”.

Per Cia, la nuova legge sui Cammini può dunque rappresentare una leva strategica non solo per il turismo, ma anche per la valorizzazione dell’agricoltura, la tutela del paesaggio e il rilancio delle aree rurali, rafforzando un modello di sviluppo integrato che mette al centro imprese, comunità e identità locali.

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