Siglato un nuovo protocollo di collaborazione per il triennio 2026-2028. Al centro riutilizzo dei beni confiscati, contrasto alle agromafie ed educazione alla legalità con un’attenzione particolare ai giovani
La lotta alle mafie e la promozione della legalità nelle aree rurali tornano al centro dell’impegno condiviso tra Cia-Agricoltori Italiani e Libera. Le due organizzazioni hanno sottoscritto un nuovo protocollo di collaborazione per il triennio 2026-2028, con l’obiettivo di rafforzare le iniziative di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata nel settore agricolo e di promuovere percorsi concreti di responsabilità civile e sociale nei territori.
L’intesa si fonda su alcuni assi strategici che vanno dal riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie alla promozione dell’educazione alla legalità democratica, fino alle attività di studio e contrasto delle agromafie e del caporalato. Un percorso che punta a consolidare strumenti di tutela per le imprese agricole e allo stesso tempo a rafforzare la coesione sociale nelle comunità più esposte alle pressioni criminali.
Legalità e responsabilità al centro dell’impegno nei territori
Secondo il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, il nuovo protocollo rappresenta un passo importante nel rafforzamento di un’alleanza che unisce il mondo agricolo e l’impegno civile nella difesa della legalità.
Le due organizzazioni collaborano da oltre vent’anni su questi temi e oggi rinnovano il loro impegno con una visione ancora più strutturata. L’obiettivo è costruire territori più giusti e liberi dalle mafie, promuovendo imprese sane, comunità più forti e diritti tutelati.
Per Cia e Libera la legalità non è un principio astratto, ma una condizione indispensabile per garantire sviluppo economico, giustizia sociale e tutela dell’ambiente.
Il riutilizzo dei beni confiscati come riscatto sociale ed economico
Uno dei pilastri dell’accordo riguarda il riutilizzo produttivo e sociale dei beni confiscati alle mafie, a trent’anni dall’approvazione della legge che ne ha reso possibile la restituzione alla collettività.
Questo percorso rappresenta una forma concreta di riscatto: da un lato restituisce alla comunità beni sottratti illegalmente, dall’altro crea opportunità di lavoro e partecipazione civile, soprattutto per i giovani, in un settore strategico come l’agricoltura.
In questo ambito Cia continuerà a mettere a disposizione competenze tecniche, consulenza e assistenza, accompagnando le realtà coinvolte sia nella fase di avvio sia nella gestione delle attività agricole sui beni confiscati.
Ricerca e contrasto alle agromafie e al caporalato
Il protocollo rafforza anche le attività di studio e monitoraggio sui fenomeni criminali che colpiscono il comparto agricolo, con particolare attenzione alle agromafie.
Cia e Libera lavoreranno insieme per analizzare le intimidazioni e gli atti di illegalità che coinvolgono le aziende agricole, con l’obiettivo di individuare strumenti più efficaci di tutela in collaborazione con le istituzioni e le autorità competenti.
Parallelamente saranno sviluppati percorsi di ricerca e formazione sul fenomeno del caporalato, coinvolgendo associazioni, istituzioni e realtà del terzo settore attraverso programmi finanziati da fondi nazionali ed europei.
Educazione alla legalità e protagonismo delle nuove generazioni
Un ruolo centrale nel protocollo è riservato ai giovani e ai percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile.
Cia e Libera rafforzeranno la collaborazione con scuole e università, promuovendo iniziative formative e momenti di confronto dedicati alle nuove generazioni.
Tra le attività previste rientra il sostegno al progetto “E!State Liberi!”, i campi di formazione sui beni confiscati alle mafie, così come la partecipazione ai raduni nazionali dei giovani di Libera e alle iniziative dedicate alle politiche giovanili.
Le due organizzazioni confermano inoltre la loro partecipazione alla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebra ogni anno il 21 marzo, promuovendo la mobilitazione delle strutture territoriali e delle comunità locali.
I servizi di Cia a supporto della rete di Libera
L’intesa prevede infine un rafforzamento delle attività di supporto sociale attraverso il sistema dei servizi di Cia.
Il Patronato Inac e il Caf metteranno a disposizione competenze e assistenza per gli associati alla rete di Libera, contribuendo a migliorare l’accoglienza e l’ascolto nei territori e garantendo servizi utili alla tutela dei diritti delle persone.
Con questo protocollo Cia e Libera rinnovano quindi un impegno comune che unisce agricoltura, legalità e partecipazione civile, con l’obiettivo di costruire comunità più forti e territori liberi dalle mafie.