Per la Giornata internazionale della donna prezzi stabili tra i 10 e i 15 euro per i mazzetti di mimosa. L’associazione di categoria richiama l’attenzione sulla concorrenza delle importazioni extra-Ue e sulla necessità di tutelare le imprese agricole del settore.
Mimosa italiana protagonista dell’8 marzo con qualità e prezzi accessibili
Per la Giornata internazionale della donna la mimosa “Made in Italy” si conferma il simbolo più diffuso e apprezzato, grazie a una stagione che ha garantito fioriture anticipate, volumi abbondanti e qualità elevata.
Secondo CIA Agricoltori Italiani, i mazzetti di mimosa di dimensioni medie si attestano al dettaglio tra i 10 e i 15 euro, mantenendo prezzi stabili e accessibili per i consumatori. Accanto alla mimosa, nei bouquet dell’8 marzo hanno trovato spazio anche fresie, ranuncoli, anemoni e tulipani coltivati nelle aziende agricole italiane, produzioni che contribuiscono a sostenere il comparto florovivaistico nazionale.
Un settore strategico per l’agricoltura che supera i 3,2 miliardi di euro
Il florovivaismo italiano rappresenta uno dei comparti più dinamici dell’agricoltura, con un valore economico complessivo superiore ai 3,2 miliardi di euro. Un sistema produttivo che coinvolge migliaia di imprese agricole specializzate nella coltivazione di fiori e piante ornamentali, contribuendo alla vitalità economica dei territori e alla valorizzazione delle produzioni nazionali.
La ricorrenza dell’8 marzo rappresenta ogni anno un momento importante per il settore, ma anche un’occasione per ricordare quanto sia fondamentale sostenere il lavoro delle aziende agricole italiane, impegnate a garantire qualità, sostenibilità ambientale e rispetto dei diritti dei lavoratori.
Concorrenza delle importazioni e richiesta di regole uguali per tutti
Accanto ai segnali positivi del mercato, CIA richiama l’attenzione sulle difficoltà che il comparto continua ad affrontare, in particolare a causa della crescente pressione delle importazioni di fiori recisi provenienti da Paesi terzi.
Le imprese agricole italiane devono sostenere costi di produzione elevati, legati soprattutto all’energia necessaria per le serre e al rispetto di rigidi standard europei in materia ambientale e sociale. Allo stesso tempo, sui mercati arrivano prodotti provenienti da Paesi extra-Ue che non sempre rispettano le stesse regole.
Per questo l’associazione di categoria sottolinea la necessità di rafforzare le tutele per il fiore italiano, chiedendo l’introduzione di clausole di salvaguardia efficaci che garantiscano condizioni di concorrenza eque e proteggano il lavoro delle imprese agricole del comparto florovivaistico.
Scegliere mimose e fiori coltivati in Italia, ricorda CIA, significa non solo celebrare la Giornata internazionale della donna, ma anche sostenere concretamente l’agricoltura nazionale, l’economia dei territori e un modello produttivo attento all’ambiente e ai diritti dei lavoratori.