Blog

Il Dpcm n. 121 del 2026 introduce parametri basati su altitudine e pendenza. In Calabria risultano classificati 256 Comuni, mentre a livello nazionale circa 350 enti escono dal precedente elenco

Dal 22 luglio 2026 entrerà ufficialmente in vigore la nuova classificazione dei Comuni montani italiani. Il cambiamento è contenuto nel Dpcm 11 maggio 2026, n. 121, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio, che supera il sistema costruito sulla normativa del 1952 e introduce criteri territoriali uniformi, misurabili e aggiornabili.

Il provvedimento ridisegna la mappa nazionale della montagna sulla base dei dati forniti dall’Istat. L’applicazione dei nuovi parametri ha determinato l’esclusione di circa 350 Comuni precedentemente considerati montani, con conseguenze che potranno incidere sull’accesso ai fondi, sulle agevolazioni fiscali e sulla programmazione degli interventi pubblici.

Altitudine e pendenza diventano i parametri decisivi

Per ottenere la classificazione di Comune montano sarà sufficiente rispettare almeno uno dei requisiti previsti dal decreto. Il primo riguarda i territori nei quali almeno il 20% della superficie comunale si trova sopra i 600 metri di altitudine e almeno il 25% presenta una pendenza superiore al 20%.

Rientrano nella nuova classificazione anche i Comuni con un’altitudine media pari o superiore a 350 metri, purché almeno il 5% della superficie abbia una pendenza superiore al 20%. È inoltre riconosciuto automaticamente lo status ai territori con un’altitudine media di almeno 400 metri oppure con un’altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri.

Un criterio specifico riguarda anche alcuni Comuni appartenenti a province con territorio interamente montano e confinanti con Stati esteri. In questo caso è richiesta un’altitudine media di almeno 300 metri. Per i calcoli vengono escluse le superfici occupate da laghi, lagune, stagni, saline e valli da pesca.

Confini e continuità territoriale

Il Dpcm introduce inoltre meccanismi che tengono conto della continuità geografica. Possono essere classificati montani i Comuni che confinano esclusivamente con enti già in possesso dei requisiti o con uno Stato estero, purché abbiano un’altitudine media di almeno 200 metri.

La stessa soglia viene applicata ai gruppi formati da un massimo di cinque Comuni tra loro confinanti, a condizione che il sistema territoriale sia completamente circondato da Comuni montani o dal confine nazionale.

L’elenco potrà essere aggiornato sulla base dei dati Istat attraverso un nuovo decreto da adottare entro il 30 settembre di ciascun anno, con efficacia dal primo gennaio dell’anno successivo. Le operazioni di fusione e scissione non garantiranno automaticamente il mantenimento dello status: anche i nuovi enti dovranno rispettare i requisiti previsti.

In Calabria sono 256 i Comuni inseriti

Il nuovo elenco allegato al decreto comprende 256 Comuni calabresi, distribuiti nelle province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. La presenza riguarda non soltanto i centri delle aree interne e delle principali catene montuose, ma anche diversi Comuni costieri o prossimi alla costa che soddisfano i parametri territoriali fissati dal Governo.

Per la Calabria la classificazione assume un peso particolarmente rilevante. Essere riconosciuti come Comuni montani può incidere sull’accesso al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, sulle misure fiscali dedicate, sulla programmazione regionale e sulla possibilità di attivare interventi contro lo spopolamento e la carenza di servizi. L’elenco ufficiale comprende, tra gli altri, Cosenza, Rende, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Spezzano della Sila, Longobucco, Serra San Bruno e numerosi piccoli centri delle aree interne.

La revisione arriva in territori caratterizzati da fragilità strutturali più elevate rispetto al resto del Paese. Nei Comuni montani, in media, il 13,5% della superficie risulta esposto al rischio di frana, mentre per raggiungere servizi essenziali come scuole e ospedali possono essere necessari più di 39 minuti.

Per le amministrazioni locali, dunque, il nuovo elenco non rappresenta un semplice aggiornamento statistico. L’ingresso o l’uscita dalla classificazione potrà condizionare la capacità di programmare opere pubbliche, servizi sociali, infrastrutture e politiche di sviluppo. Dal 22 luglio inizierà quindi una fase nuova, nella quale sarà fondamentale verificare come i criteri saranno applicati ai singoli strumenti finanziari e alle agevolazioni già esistenti.

Documenti allegati:

dpcm-8-luglio-2026-comuni-montani

allegato-comuni-montani-2

Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie in modo da poterti fornire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web ritieni più interessanti e utili.