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La sentenza riapre la partita commerciale tra Ue e Stati Uniti. Fini avverte Bruxelles, serve proteggere l’agroalimentare da una nuova fase di incertezza

La bocciatura dei dazi imposti dall’amministrazione Trump da parte della Corte Suprema statunitense apre un nuovo scenario per gli scambi commerciali tra Europa e Stati Uniti. Per Cia-Agricoltori Italiani, la decisione rappresenta allo stesso tempo una fase di incertezza e un’opportunità per ristabilire equilibrio nei rapporti commerciali, a condizione che l’Unione europea agisca con rapidità e determinazione.

Secondo il presidente nazionale Cristiano Fini, la sentenza segna uno spartiacque importante e certifica l’iniquità delle tariffe che negli ultimi anni hanno penalizzato l’export agroalimentare europeo e italiano.

La sentenza mette in discussione i dazi generalizzati e riapre il confronto commerciale

La Corte Suprema ha stabilito che non possono essere introdotti dazi generalizzati utilizzando i poteri di emergenza economica, senza una esplicita autorizzazione del Congresso. Un pronunciamento che, di fatto, mette in discussione la legittimità delle tariffe unilaterali applicate negli anni scorsi e apre una nuova fase negoziale.

Restano ora da monitorare gli sviluppi politici e legislativi negli Stati Uniti, dove la decisione passa al Congresso, chiamato a definire eventuali nuove misure commerciali. Per Cia è fondamentale che i tempi siano rapidi e che non si prolunghi una situazione di incertezza capace di frenare ulteriormente gli scambi tra le due sponde dell’Atlantico.

Export agroalimentare in calo del 5% nel 2025, dato senza precedenti recenti

I dati analizzati dall’Ufficio Studi di Cia evidenziano un segnale preoccupante: nel 2025 l’export agroalimentare italiano verso gli Stati Uniti è diminuito del 5%, un risultato in controtendenza rispetto agli ultimi decenni di crescita costante.

Particolarmente negativo il mese di dicembre, che ha registrato un calo del 27%, mentre l’intero secondo semestre dell’anno ha segnato una perdita significativa di valore. Complessivamente, sulle tavole dei consumatori statunitensi sono arrivati 353 milioni di euro in meno di prodotti Made in Italy, con una contrazione di 668 milioni di euro tra giugno e dicembre.

Un dato che conferma quanto le tensioni commerciali e le politiche tariffarie abbiano inciso sulla competitività delle produzioni italiane.

Cia chiede a Bruxelles una strategia per difendere il comparto agroalimentare

Alla luce della sentenza, Cia invita le istituzioni europee a cogliere l’occasione per costruire un nuovo equilibrio commerciale con gli Stati Uniti, garantendo però adeguate tutele al settore agroalimentare.

Per la Confederazione, è necessario evitare che la nuova fase si traduca in ulteriore instabilità per le imprese agricole e agroindustriali, già esposte agli effetti degli shock globali, delle crisi geopolitiche e dell’aumento dei costi produttivi.

La priorità, sottolinea Fini, è assicurare certezza normativa, reciprocità negli scambi e strumenti di sostegno all’export, affinché il Made in Italy possa recuperare competitività e tornare a crescere su uno dei mercati più strategici a livello internazionale.

In questo scenario, la decisione della Corte Suprema rappresenta un punto di svolta che può aprire nuove opportunità, ma solo se accompagnata da una strategia europea capace di difendere concretamente il valore economico e identitario dell’agroalimentare italiano.

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