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La Commissione europea conferma l’impianto del 1991 senza valorizzare pienamente innovazione, digestato e biogas nella riduzione dei fertilizzanti di sintesi

La valutazione europea della Direttiva Nitrati non introduce il cambio di passo necessario per adeguare le regole alle trasformazioni vissute dall’agricoltura negli ultimi trent’anni.</em></p>

Cia-Agricoltori Italiani esprime delusione per le conclusioni della Commissione europea sulla Direttiva Nitrati. Pur riconoscendo il contributo garantito dalla normativa nella tutela delle acque, Bruxelles ha scelto di confermarne sostanzialmente l’impianto originario, senza intervenire in modo deciso sulle criticità emerse e senza tenere conto dell’evoluzione tecnologica, produttiva e ambientale del settore agricolo.

Un’agricoltura profondamente cambiata

Secondo Cia, l’agricoltura del 2026 non può continuare a essere regolata esclusivamente attraverso strumenti concepiti nel 1991. In oltre tre decenni le aziende agricole hanno compiuto investimenti importanti nell’agricoltura di precisione, nella gestione sostenibile dei nutrienti, nella produzione di biogas e biometano e nei modelli di economia circolare.

Tecnologie e pratiche che consentono di utilizzare le risorse in modo più efficiente, ridurre gli sprechi e limitare l’impatto ambientale delle produzioni. Proprio per questo, la valutazione della Commissione avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per una revisione più coraggiosa, capace di coniugare la protezione delle acque con l’innovazione e la sostenibilità economica delle imprese agricole.

Digestato ancora poco valorizzato

La Commissione europea indica tra gli obiettivi strategici la riduzione della dipendenza dell’Unione dall’azoto di sintesi. Tuttavia, secondo Cia, non introduce gli strumenti normativi necessari per raggiungere concretamente questo traguardo.

La proposta prevede soltanto per alcune categorie di digestati liquidi la possibilità di considerarli fertilizzanti di tipo minerale, consentendone l’impiego oltre i limiti ordinari stabiliti dalla Direttiva Nitrati. Un’apertura limitata che non valorizza pienamente il ruolo del digestato come alternativa ai fertilizzanti minerali di sintesi.

Il suo utilizzo può contribuire, infatti, alla chiusura del ciclo dei nutrienti, alla riduzione delle importazioni di fertilizzanti e allo sviluppo di un sistema agricolo maggiormente fondato sull’economia circolare.

Innovazione e tutela ambientale devono procedere insieme

Per Cia-Agricoltori Italiani, una tutela ambientale realmente efficace non può essere costruita attraverso regole rigide e non più adeguate alla realtà produttiva. Deve, al contrario, accompagnare l’innovazione, riconoscere gli investimenti compiuti dalle imprese e incentivare l’adozione di tecnologie capaci di ridurre l’impatto delle attività agricole.

Biogas, biometano e digestato rappresentano strumenti strategici non soltanto per la transizione energetica, ma anche per rendere l’Europa meno dipendente dai fertilizzanti di sintesi e dalle importazioni provenienti dai Paesi terzi.

Servono regole moderne per la competitività

La revisione della Direttiva Nitrati avrebbe potuto offrire un quadro normativo più moderno, flessibile e fondato sulle evidenze scientifiche, mantenendo alta la protezione delle risorse idriche e, allo stesso tempo, sostenendo la competitività del settore primario.

Per l’organizzazione agricola, resta dunque necessario aprire un confronto più ambizioso a livello europeo. L’obiettivo deve essere quello di aggiornare una normativa nata oltre trent’anni fa, valorizzando le soluzioni già disponibili e mettendo le imprese nelle condizioni di contribuire concretamente alla sostenibilità ambientale, energetica ed economica dell’Unione europea.

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