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La Confederazione nazionale interviene sul nuovo schema europeo relativo alla responsabilità estesa del produttore. Preoccupazione per l’impatto economico sulle imprese e sulle filiere produttive italiane.

Cia nazionale contro un sistema che rischia di aumentare i costi per le imprese

Cia-Agricoltori Italiani, insieme alle principali organizzazioni agricole, cooperative, artigiane e industriali del Paese, ha espresso contrarietà rispetto all’attuale schema di decreto relativo al regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i prodotti in plastica. La posizione è stata formalizzata nell’ambito della consultazione pubblica promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Secondo Cia nazionale e le organizzazioni firmatarie, il provvedimento rischia di determinare un ulteriore aggravio economico per il sistema produttivo italiano e per i consumatori, introducendo nuovi contributi ambientali su numerosi prodotti e materiali utilizzati quotidianamente nei processi produttivi e nelle attività economiche.

La richiesta di una transizione ecologica equilibrata e sostenibile

Nel documento inviato al Ministero, le organizzazioni evidenziano come molte categorie di prodotti in plastica siano già sottoposte a prelievi ambientali e come il nuovo sistema possa generare duplicazioni di costi e ulteriori pressioni economiche sulle imprese.

Cia-Agricoltori Italiani ribadisce la necessità di accompagnare la transizione ecologica con strumenti sostenibili e realistici, capaci di conciliare tutela ambientale, competitività delle imprese e salvaguardia del potere d’acquisto dei cittadini. La Confederazione sottolinea inoltre l’importanza di evitare interventi che colpiscano indistintamente tutte le filiere produttive, senza una valutazione concreta degli impatti economici e organizzativi.

Il confronto con il Governo per tutelare le filiere produttive italiane

La Confederazione chiede quindi l’apertura di un confronto con il Governo e con tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso verso modelli produttivi sempre più sostenibili, ma senza penalizzare imprese, occupazione e competitività del Made in Italy.

Per Cia Agricoltori Italiani, la sostenibilità ambientale deve procedere parallelamente alla sostenibilità economica e sociale, soprattutto in una fase complessa per il mondo produttivo, già alle prese con l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e delle difficoltà dei mercati internazionali.