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Al Macfrut 2026 Cia lancia l’allarme sul lavoro agricolo mentre l’export segna risultati record e conferma il ruolo strategico del settore

L’ortofrutta italiana continua a dimostrare una forte capacità competitiva sui mercati internazionali, registrando una crescita significativa delle esportazioni. Secondo quanto evidenziato da Cia-Agricoltori Italiani, il comparto ha segnato un incremento dell’11% in valore e dell’8% in volume nell’ultima annata, confermandosi tra i principali protagonisti europei dell’export agroalimentare.

Un risultato che rafforza il ruolo strategico dell’agricoltura italiana e delle sue filiere produttive, capaci di competere in oltre cento Paesi con prodotti di qualità. Tuttavia, dietro questi numeri positivi emerge una criticità strutturale che rischia di compromettere la crescita futura del settore.

La carenza di manodopera mette in crisi le imprese agricole

Il vero nodo resta quello della disponibilità di lavoratori. Il settore ortofrutticolo registra una mancanza di oltre 120 mila addetti qualificati, tra operai specializzati e giovani apprendisti, una situazione che viene ormai definita emergenziale.

Secondo il presidente nazionale Cristiano Fini, le imprese agricole si trovano sempre più spesso nell’impossibilità di programmare le attività produttive, con il rischio concreto di ridurre gli investimenti e limitare la crescita. Il problema non riguarda solo la quantità di manodopera disponibile, ma anche la difficoltà nel reperire personale formato e immediatamente operativo.

Burocrazia e decreto flussi tra le principali criticità del sistema

Tra le cause principali di questa situazione, Cia individua le rigidità burocratiche e le inefficienze del sistema normativo legato all’ingresso dei lavoratori stranieri. Il decreto flussi, pur rappresentando uno strumento fondamentale, continua a generare ritardi tra la richiesta delle aziende e l’arrivo effettivo dei lavoratori, creando disallineamenti che penalizzano l’intero comparto.

Allo stesso tempo, il calo della manodopera italiana e il progressivo invecchiamento degli addetti rendono ancora più urgente un intervento strutturale. I giovani, infatti, restano poco attratti dal lavoro agricolo, anche a causa di meccanismi contrattuali che non garantiscono continuità e stabilità.

Le proposte di Cia per garantire il futuro del settore agricolo

Per affrontare l’emergenza, Cia chiede interventi concreti e immediati. Tra le priorità emerge la necessità di semplificare le procedure di assunzione, introducendo strumenti più flessibili e digitalizzati per il lavoro stagionale. Allo stesso tempo, viene indicata come indispensabile una riforma del sistema dei flussi migratori, basata su una programmazione stabile e coerente con le reali esigenze delle imprese agricole.

Altro punto centrale riguarda la creazione di un sistema di controlli più efficiente e coordinato, capace di ridurre le duplicazioni e alleggerire il carico amministrativo per le aziende. Senza queste misure, il rischio è quello di compromettere la competitività dell’ortofrutta italiana proprio nel momento in cui il settore sta consolidando la propria presenza sui mercati internazionali.

Competitività globale e lavoro al centro del futuro agricolo

Il quadro che emerge dal confronto al Macfrut 2026 è chiaro. Da un lato un settore dinamico, capace di crescere e conquistare nuovi mercati; dall’altro un sistema produttivo che rischia di rallentare a causa della mancanza di risorse umane.

Per Cia-Agricoltori Italiani, la sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di coniugare competitività e sostenibilità del lavoro, garantendo alle imprese agricole gli strumenti necessari per continuare a produrre valore, reddito e sviluppo per i territori.

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