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La Confederazione in piazza a Strasburgo con il Copa-Cogeca denuncia l’insufficienza del piano Ue sui fertilizzanti e sollecita misure immediate contro il caro costi e la dipendenza dall’estero.

La mobilitazione di Cia davanti al Parlamento europeo

La crisi dei fertilizzanti continua a pesare in maniera sempre più grave sulle imprese agricole europee e Cia-Agricoltori Italiani torna a chiedere all’Unione europea interventi immediati e strutturali. In occasione della flash action organizzata a Strasburgo insieme al Copa-Cogeca davanti al Parlamento europeo, la Confederazione ha ribadito la necessità di un deciso cambio di passo da parte delle istituzioni comunitarie.

Secondo Cia, il piano d’azione presentato dalla Commissione Ue rappresenta un intervento ancora insufficiente rispetto alla portata dell’emergenza che sta colpendo il settore agricolo. L’aumento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Medio Oriente, sta infatti provocando una crescita insostenibile del prezzo dei fertilizzanti, mettendo in difficoltà migliaia di aziende agricole.

L’esplosione dei costi mette in difficoltà le imprese agricole

I dati evidenziano un quadro particolarmente critico. Il prezzo dell’urea, che fino a poco tempo fa era inferiore ai 500 euro a tonnellata, ha raggiunto rapidamente quota 570-600 euro, arrivando in diversi Paesi europei anche oltre gli 800 euro a tonnellata. In Italia, tra aprile 2025 e aprile 2026, il costo dell’urea è aumentato dell’81%, con effetti diretti sui bilanci delle imprese agricole e sulla sostenibilità economica delle produzioni.

A incidere ulteriormente sulla situazione è il meccanismo del CBAM, il sistema europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che secondo le stime del Copa-Cogeca comporterà un aggravio economico di circa 820 milioni di euro già nel 2026, destinato a crescere fino a 3,4 miliardi entro il 2034.

Per Cia, il rischio concreto è che molte filiere non riescano più a sostenere i costi produttivi, con ripercussioni sulla competitività del settore agricolo europeo e sull’intera sicurezza alimentare continentale.

Le richieste di Cia per sostenere il settore agricolo

Il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, ha sottolineato come gli agricoltori non possano più attendere risposte rinviate nel tempo. La Confederazione chiede quindi un sostegno diretto per compensare l’impennata dei costi registrata nell’ultimo anno, la sospensione immediata del CBAM sui fertilizzanti e l’eliminazione temporanea dei dazi e delle misure antidumping che continuano ad aggravare il mercato.

Parallelamente, Cia ritiene indispensabile costruire una vera strategia europea per rafforzare l’autonomia produttiva e ridurre la dipendenza dall’estero. Tra le priorità indicate vi sono il potenziamento della produzione interna di fertilizzanti, una maggiore flessibilità della direttiva nitrati e lo sblocco dell’utilizzo di digestato, letame e altre soluzioni alternative oggi limitate da procedure burocratiche considerate troppo rigide.

Per la Confederazione, senza interventi concreti e tempestivi si rischia di compromettere la capacità produttiva dell’agricoltura europea, con inevitabili conseguenze sui prezzi al consumo e sulla tenuta economica delle imprese agricole.