Fieragricola, Cia chiede innovazione accessibile con meno burocrazia e risorse adeguate
Alla 117ª edizione della rassegna di Verona la Confederazione rilancia sull’ultima finestra Pnrr per un settore da 77 miliardi di euro, puntando su meccanizzazione, agroenergie e ricerca come leva di competitività
L’innovazione non è più una scelta ma una necessità strutturale per l’agricoltura italiana. È questo il messaggio portato da Cia-Agricoltori Italiani alla 117ª edizione di Fieragricola, in corso a Veronafiere fino al 7 febbraio, dove la Confederazione è presente al Padiglione 3 Stand E4, spazio di confronto dedicato a rinnovabili, ricerca e agroenergie. Per Cia serve una strategia unitaria, fondata su risorse adeguate e su una vera semplificazione amministrativa, capace di mettere a sistema innovazione, meccanizzazione e produzione energetica agricola.
Innovazione come risposta ai costi crescenti di un comparto da 77 miliardi
L’agricoltura italiana vale 77 miliardi di euro di produzione, ma ha visto crescere i costi del 12% solo nell’ultimo biennio. In questo contesto, l’accesso efficace agli strumenti pubblici non è più rinviabile. Secondo Cia, l’innovazione rappresenta la leva principale per recuperare competitività e sostenibilità, ma deve essere concreta, accessibile e accompagnata da politiche coerenti, in grado di sostenere davvero le imprese agricole.
Ultima finestra Pnrr e necessità di una strategia organica
Fieragricola diventa anche il luogo del confronto sull’ultima chiamata del Pnrr per il settore primario. Per la Confederazione, è indispensabile un impianto complessivo più organico, capace di intercettare le risorse residue senza disperderle in procedure frammentate. L’agricoltura italiana ha una propensione naturale all’innovazione sostenibile, ma resta spesso bloccata da ostacoli burocratici che rallentano l’accesso ai fondi e riducono l’impatto degli investimenti.
Agricoltura 4.0 e superamento dei click-day
Nonostante le potenzialità dell’agricoltura 4.0, la domanda di tecnologie resta in larga parte insoddisfatta. Per Cia, il problema è un sistema burocratico frammentato e obsoleto, che penalizza soprattutto le aree interne. La proposta è l’istituzione di un fondo di garanzia permanente per l’innovazione, in grado di superare la logica dei click-day e di introdurre graduatorie basate su sostenibilità e merito agronomico.
Il fondo “Innovazione” destinato a trattrici a zero emissioni e sistemi digitali ha registrato una forte sovradomanda, con risorse esaurite in tempi rapidissimi, a dimostrazione di un fabbisogno strutturale ancora non soddisfatto.
Zes Agricola e credito d’imposta, risorse ancora limitate
Cia richiama anche il tema della Zes Agricola per il Mezzogiorno, il cui rifinanziamento rappresenta un segnale positivo ma ancora largamente insufficiente. Le risorse disponibili coprono solo una quota ridotta delle richieste. Analoga criticità riguarda il credito d’imposta Agricoltura 4.0 che, pur superando i 2 miliardi di euro, non riesce a sostenere in modo adeguato meccanizzazione avanzata e digitalizzazione delle imprese agricole.
Restano centrali i residui del Pnrr Meccanizzazione, che finanziano fino all’80% gli investimenti in agricoltura di precisione e rinnovo del parco macchine, ma con il vincolo stringente del collaudo entro l’anno, spesso difficile da rispettare. Le misure per lo sviluppo rurale si confermano più stabili, ma con tempi incompatibili con le esigenze operative delle aziende.
Agroenergie e Parco Agrisolare tra opportunità e criticità
Sul fronte delle agroenergie, la partita è ancora aperta. Entro giugno 2026 l’Italia dovrà rendicontare gli obiettivi Pnrr e il nuovo bando Parco Agrisolare metterà in campo gli ultimi 789 milioni di euro disponibili. Tuttavia, l’aumento dei costi dei materiali, delle installazioni e dei tassi di interesse rischia di ridurre sensibilmente il beneficio economico per le imprese.
Per Cia, la produzione energetica deve restare un’attività connessa al primario, con una corsia preferenziale per gli agricoltori che producono energia e tutelano ambiente e territorio. Anche sulla Facility Agrivoltaico e sulle Comunità energetiche rinnovabili, il limite principale resta la scarsità di risorse, in gran parte già impegnate.
Ricerca, digitale e giovani come leva di sviluppo reale
Gli investimenti in ricerca e digitalizzazione sono efficaci solo se trasferiti concretamente alle imprese. In questo quadro, Cia considera strategici gli stanziamenti destinati alla ricerca applicata, dalle nuove tecniche di miglioramento genetico fino ai programmi che guardano anche all’intelligenza artificiale in agricoltura.
Resta aperto il nodo della connettività, con una quota ancora limitata di superficie agricola gestita con soluzioni digitali. Il ricambio generazionale, strettamente legato all’innovazione, richiede misure strutturali e non interventi temporanei, per rendere davvero attrattivo il lavoro agricolo per i giovani.
“Full Innovation – ha dichiarato da Fieragricola il vicepresidente nazionale di Cia, Gianmichele Passarini – significa completezza e accessibilità, mettendo insieme tecnologia, sostenibilità e reddito agricolo. Senza semplificazione e strumenti adeguati, l’innovazione resta sulla carta. La sfida è trasformare le risorse disponibili in competitività reale per le imprese agricole e per il Paese”.