Il presidente Fini: “Ricordare il passato angoscioso è l’occasione per auspicare la fine di tutti i conflitti”
Oggi in tutta Italia si celebra la Giornata della Memoria, istituita per fissare nella coscienza collettiva uno degli orrori più gravi e inauditi della storia contemporanea: la Shoah. Una ricorrenza che richiama al dovere del ricordo non come esercizio formale, ma come responsabilità civile e morale verso il presente e il futuro.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, scriveva Italo Calvino, parole che restano attuali e necessarie. È proprio dal valore della memoria che parte la riflessione del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, secondo cui ricordare il passato è indispensabile per comprendere il presente e trarne insegnamento.
Per Fini, la Giornata della Memoria non riguarda soltanto la tragedia della Shoah, ma impone uno sguardo attento anche sull’oggi. È un momento per interrogarsi sull’angoscioso scenario internazionale, segnato da guerre e violenze che continuano a colpire popolazioni civili e territori. Il presidente di Cia richiama l’attenzione su aree come Gaza, l’Iran, l’Ucraina, il Sudan, la Repubblica Democratica del Congo e su tanti altri conflitti spesso dimenticati, auspicando che la politica e la diplomazia tornino a essere gli unici strumenti per la risoluzione delle controversie internazionali.
In questo contesto, secondo la Confederazione, anche l’agricoltura può svolgere un ruolo cruciale. Non solo come attività economica, ma come strumento di pace e di riconciliazione. L’agricoltura, sottolinea Fini, garantisce sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e contribuisce alla ricostruzione sociale ed economica dei territori attraverso percorsi di sviluppo sostenibile.
La memoria della Shoah diventa così un monito universale contro ogni forma di odio, discriminazione e violenza, ma anche un richiamo all’impegno concreto per costruire condizioni di pace duratura. In questa prospettiva, la tutela dei diritti umani, della democrazia e della dignità delle persone passa anche dalla capacità di assicurare cibo, lavoro e futuro alle comunità più fragili.
Per Cia, ricordare non significa solo guardare indietro, ma assumersi la responsabilità di agire nel presente. La Giornata della Memoria diventa quindi l’occasione per ribadire che senza pace, senza giustizia e senza rispetto della vita umana non può esserci sviluppo, e che anche l’agricoltura, con il suo legame profondo con la terra e con le persone, può essere parte di un cammino di speranza e di riconciliazione.