Fini chiede interventi urgenti per fermare l’aumento dei costi energetici, garantire fertilizzanti e tutelare l’export agroalimentare minacciato dai dazi Usa
La nuova escalation geopolitica in Medio Oriente e la guerra in Iran, con la chiusura dello stretto di Hormuz, rischiano di trascinare l’Italia in una nuova crisi energetica e dei prezzi con effetti pesanti sull’agricoltura e sull’intero sistema agroalimentare.
A lanciare l’allarme è Cia-Agricoltori Italiani, che invita il Governo a intervenire immediatamente per evitare che l’instabilità internazionale si traduca in una tempesta perfetta per le imprese agricole tra aumento dei costi di produzione, difficoltà nell’approvvigionamento dei fertilizzanti e tensioni commerciali legate ai dazi statunitensi.
Dl Bollette da correggere per sostenere la transizione energetica agricola
Secondo il presidente nazionale Cristiano Fini, gli ultimi eventi dimostrano ancora una volta la vulnerabilità dell’Italia rispetto all’approvvigionamento di gas e petrolio, rendendo urgente la costruzione di un modello energetico alternativo e più stabile.
In questo contesto, Cia chiede di rivedere il Dl Bollette, attualmente all’esame del Parlamento, affinché non penalizzi strumenti strategici per la transizione energetica del settore agricolo, a partire dal biogas prodotto dalle aziende agricole.
Per la Confederazione, il decreto rappresenta un passaggio decisivo che può essere corretto per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare l’aumento dei costi energetici. L’aumento del prezzo dell’energia, a partire dal gasolio agricolo, sta infatti tornando a pesare sui bilanci delle aziende, mettendo a rischio la sostenibilità economica di molte attività produttive.
Cia sottolinea come l’agricoltura continui a essere considerata un settore marginale nelle strategie geopolitiche, mentre dovrebbe essere riconosciuta come risorsa vitale per la sicurezza alimentare globale.
Fertilizzanti a rischio e necessità di piani strategici europei
La crisi internazionale potrebbe avere ripercussioni immediate anche sul mercato dei fertilizzanti, molti dei quali transitano proprio attraverso lo stretto di Hormuz o dipendono da forniture provenienti da aree geopoliticamente instabili.
Per questo Cia chiede al Governo italiano di sollecitare un intervento rapido dell’Unione europea per garantire disponibilità e stabilità dei prezzi dei fertilizzanti, evitando nuove tensioni sui costi agricoli.
Tra le richieste della Confederazione vi sono piani strategici di stoccaggio e la sospensione del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) applicato ai fertilizzanti, misura che rischia di aggravare ulteriormente i rincari per le imprese agricole europee.
Dazi Usa e incertezza sull’export agroalimentare italiano
Alle difficoltà energetiche e produttive si aggiunge la crescente incertezza sui mercati internazionali legata ai dazi statunitensi, che continuano a pesare sulle esportazioni agroalimentari italiane.
Il mercato americano rappresenta un patrimonio da circa 8 miliardi di euro per il Made in Italy agroalimentare, ma le nuove tariffe globali introdotte dagli Stati Uniti rischiano di colpire duramente diversi prodotti simbolo della dieta mediterranea.
Secondo le stime richiamate da Cia, il vino potrebbe recuperare parte della competitività persa negli ultimi mesi, mentre formaggi, conserve e pelati rischiano aumenti tariffari significativi. Per i formaggi, in particolare, l’impatto potrebbe arrivare fino al 25% del valore del prodotto, con conseguenze pesanti per le imprese esportatrici.
Difendere il mercato statunitense e rafforzare la strategia europea
Per Cia il mercato statunitense resta insostituibile per molte produzioni italiane, in particolare vino, formaggi e salumi, e non può essere compensato facilmente con altri sbocchi commerciali.
La Confederazione invita quindi l’Italia a mantenere una posizione ferma in sede europea, chiedendo alla Commissione interventi più incisivi per difendere l’export agroalimentare e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate sui mercati internazionali.
In uno scenario globale sempre più instabile, conclude Cia, servono decisioni rapide e politiche coordinate per proteggere il sistema agroalimentare nazionale, evitare nuove crisi energetiche e salvaguardare un settore strategico per l’economia e la sicurezza alimentare del Paese.