Per Cia-Agricoltori Italiani l’accordo semestrale raggiunto al Tavolo Masaf introduce elementi di stabilità per il settore lattiero-caseario, ma resta centrale il rispetto delle quote e la tutela del reddito agricolo
Un accordo per stabilizzare il mercato del latte
L’intesa semestrale sul prezzo del latte alla stalla punta a garantire maggiori certezze agli allevatori in una fase particolarmente delicata per il comparto lattiero-caseario, segnata dall’aumento della produzione a livello europeo e dalla necessità di preservare equilibrio lungo tutta la filiera. Cia-Agricoltori Italiani valuta positivamente l’esito del tavolo riunito al Masaf, sottolineando l’importanza di un accordo capace di offrire una prospettiva più stabile alle imprese zootecniche.
Prezzo graduale e tempi definiti per frenare le speculazioni
Secondo il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, l’accordo introduce un equilibrio di mercato utile a contrastare possibili speculazioni da qui alla fine dell’anno. L’intesa per il Nord Italia prevede un prezzo a scalare, con 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre e 50 centesimi per novembre e dicembre, oltre a un meccanismo di correlazione legato al Grana Padano. Una gradualità che, per Cia, rappresenta un elemento positivo sia sul piano dei tempi sia su quello della programmazione economica delle stalle.
Quote e volumi restano il nodo decisivo per gli allevatori
Pur riconoscendo il valore dell’intesa, Cia mantiene alta l’attenzione sul rispetto delle quote e sulle condizioni contrattuali dei produttori. Il prezzo pieno al 100%, infatti, è vincolato ai volumi del 2025, mentre l’eventuale eccedenza sarà demandata alla trattativa privata con l’industria. Si tratta di un passaggio particolarmente delicato, perché incide direttamente sulla capacità degli allevatori di difendere il proprio reddito e di affrontare con maggiore sicurezza una fase di mercato ancora esposta a tensioni e incertezze.
Controlli e collaborazione per tutelare il reddito agricolo
Per Cia resta fondamentale garantire trasparenza sui controlli terzi relativi ai dati 2026, affinché l’accordo possa tradursi in una tutela concreta per gli allevatori e non in un arretramento della loro forza contrattuale. L’obiettivo, ribadito da Fini, è la difesa strutturale del reddito agricolo, attraverso collaborazione lungo tutta la filiera, verifiche puntuali e strumenti capaci di proteggere le stalle da dinamiche speculative. In un periodo di ulteriori criticità per il comparto, l’intesa rappresenta un passo utile, ma richiede responsabilità condivisa e pieno rispetto degli impegni assunti.