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Siglata l’intesa per operai agricoli e florovivaisti. Previsti aumenti salariali, nuove tutele sociali e strumenti per favorire stabilità occupazionale e competitività delle imprese agricole.

Un accordo che guarda a imprese e lavoratori

Cia-Agricoltori Italiani valuta positivamente il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti relativo al quadriennio 2026-2029. L’intesa, raggiunta nella notte tra le organizzazioni datoriali e sindacali, introduce una serie di misure considerate strategiche sia per le imprese agricole sia per i lavoratori del comparto.

Il nuovo accordo coinvolge circa 170 mila aziende agricole e oltre un milione di lavoratori, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del settore e migliorare le condizioni sociali e occupazionali nelle campagne italiane. Tra gli elementi centrali del rinnovo figura l’aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, articolato in due tranche.

Più stabilità occupazionale e nuove forme di welfare

Uno degli aspetti ritenuti più significativi da Cia riguarda la possibilità di stipulare contratti a termine della durata di tre anni, misura pensata per consentire alle aziende agricole di fidelizzare la manodopera e garantire maggiore continuità organizzativa in un settore spesso caratterizzato dalla stagionalità.

Parallelamente, il contratto introduce nuove misure legate al welfare contrattuale, con l’obiettivo di ampliare le tutele sociali per alcune categorie di lavoratori agricoli e florovivaisti. L’intesa punta così a rendere il sistema agricolo più moderno e inclusivo, rafforzando gli strumenti di protezione sociale e migliorando la qualità del lavoro nel comparto.

Fini “Scelte responsabili per affrontare crisi e instabilità”

Il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha sottolineato il valore dell’accordo raggiunto, evidenziando la necessità di garantire strumenti rapidi ed efficaci alle imprese agricole in una fase economica e geopolitica particolarmente complessa.

Secondo Fini, il rinnovo del contratto rappresenta una risposta concreta alle difficoltà legate alle crisi climatiche e alle tensioni dei mercati, offrendo alle aziende condizioni più adeguate per la gestione delle risorse umane e una riduzione degli oneri burocratici. Centrale, inoltre, il tema della salvaguardia del lavoro dignitoso, indicato come priorità fondamentale per il futuro dell’agricoltura italiana.