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Il presidente Fini: “Gli eventi estremi colpiscono il 10% della superficie nazionale, quasi un italiano su dieci è a rischio”

La Cia-Agricoltori Italiani esprime piena vicinanza e solidarietà alle famiglie e alle aziende colpite dal ciclone Harry, che negli ultimi giorni ha duramente investito il Sud Italia con piogge torrenziali, mareggiate e frane, provocando danni estesi in Calabria, Sicilia e Sardegna. Un bilancio pesante che colpisce territori già fragili e mette in difficoltà intere comunità, in particolare nelle aree rurali.

Nonostante imprese agricole allagate e danni ingenti, gli agricoltori si sono attivati per sostenere la popolazione nelle fasi di emergenza, confermando il ruolo di presidio del territorio che svolgono quotidianamente. Tuttavia, sottolinea la Confederazione, quanto accaduto dimostra ancora una volta che non si tratta più di eventi eccezionali, ma di una nuova normalità climatica che richiede risposte strutturali e non interventi tampone.

A lanciare l’allarme è il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, che richiama l’attenzione sulle responsabilità accumulate nel tempo. “Paghiamo con perdite enormi la cronica mancanza di programmazione e manutenzione nel Paese – afferma –. Eventi estremi come inondazioni e frane colpiscono il 10% della superficie nazionale, coinvolgendo 6.633 comuni: significa che quasi un italiano su dieci vive in aree a rischio”.

Secondo Cia, il susseguirsi di fenomeni violenti legati ai cambiamenti climatici rende improcrastinabile un piano organico di prevenzione. Non bastano più rinvii o interventi emergenziali: servono infrastrutture idrauliche adeguate, una manutenzione costante del territorio, sistemi di monitoraggio e vigilanza efficaci, soprattutto nelle aree più esposte al dissesto.

In questo quadro, Fini ribadisce il valore strategico dell’agricoltura per la tutela ambientale. “Una protezione reale del territorio – sottolinea – presuppone il presidio degli agricoltori, che nelle aree interne rappresentano spesso l’unico argine all’abbandono e al degrado. Senza un’agricoltura viva e sostenuta, la fragilità del Paese è destinata ad aumentare”.

Per Cia, il maltempo che ha colpito il Sud non è solo una tragedia locale, ma un segnale nazionale. La Confederazione chiede che la prevenzione diventi una priorità strutturale delle politiche pubbliche, con risorse certe e una visione di lungo periodo, capace di coniugare sicurezza, tutela dell’ambiente e sostegno alle comunità rurali. Solo così sarà possibile ridurre l’impatto di eventi estremi che, con sempre maggiore frequenza, mettono a rischio persone, territori e produzioni.

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