Danni ingenti nei campi e produzioni compromesse. Serve un piano nazionale per la gestione del territorio e delle risorse idriche
Eventi estremi mettono in crisi le campagne e aggravano le fragilità dei territori rurali
Il nuovo ciclone che ha colpito il Centro-Sud negli ultimi giorni riaccende l’allarme di Cia-Agricoltori Italiani sulle condizioni sempre più critiche delle aree interne, esposte a fenomeni climatici estremi e a una crescente fragilità strutturale. In appena cinque giorni, tra Abruzzo, Molise e Puglia, si sono registrati danni ingenti alle coltivazioni e persino una vittima, con effetti devastanti per l’agricoltura locale. Una situazione che si inserisce in un contesto già segnato dalle tensioni economiche internazionali e dall’aumento dei costi per le imprese agricole, aggravando ulteriormente la tenuta del comparto.
Colture sommerse, frutteti distrutti e produzioni a rischio anche per il futuro
La ricognizione avviata dalla Confederazione evidenzia un quadro preoccupante, con colture orticole e cerealicole sommerse dall’acqua e danni diffusi anche a frutteti, vigneti e uliveti, colpiti da vento e gelo. A preoccupare sono soprattutto gli effetti dell’umidità e delle gelate, che favoriscono lo sviluppo di fitopatie difficili da recuperare e mettono a rischio la produttività futura. In Puglia risultano compromesse anche le attività di contrasto alla Xylella, mentre in Calabria, nel territorio di Rocca Imperiale, il maltempo ha distrutto i fiori di decine di ettari di frutteti, compromettendo l’annata in corso e mettendo in dubbio anche quella successiva. Situazioni analoghe si registrano in Abruzzo, dove pesche, albicocche e ciliegie sono in forte sofferenza.
Infrastrutture fragili e gestione del territorio sotto pressione
Oltre ai danni agricoli, il maltempo ha evidenziato ancora una volta la debolezza delle infrastrutture e la difficoltà nella gestione del territorio. Tra crolli, evacuazioni e criticità nei bacini fluviali, come quelli del Trigno, del Sangro, del Pescara, del Fortore e del Cervaro, emerge un quadro di forte vulnerabilità. Secondo Cia, l’imprevedibilità del clima si somma a un territorio già al limite, rendendo sempre più urgente un intervento strutturale.
Serve una strategia nazionale per difendere agricoltura e aree interne
Per questo, la Confederazione ribadisce la necessità di un piano nazionale di coordinamento che metta insieme istituzioni, enti locali e corpi intermedi, puntando su una manutenzione efficiente di strade, ponti e canali, sull’integrazione tra grandi e piccoli invasi e su una gestione moderna della risorsa idrica. L’obiettivo è quello di tutelare le aree rurali, sostenere le aziende agricole colpite e prevenire nuovi disastri, evitando che ampie porzioni del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno, scivolino verso un progressivo abbandono.