Approvato in via definitiva il regolamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche. Per Cia-Agricoltori Italiani è un passaggio storico che apre nuove opportunità per affrontare cambiamenti climatici, fitopatie e sfide produttive del settore agricolo.
L’Europa apre all’innovazione genetica in agricoltura
Dopo un lungo percorso legislativo iniziato nel 2023, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), segnando un momento di svolta per il futuro dell’agricoltura comunitaria. Un risultato accolto con soddisfazione da Cia-Agricoltori Italiani, che fin dall’inizio ha sostenuto la necessità di dotare l’Unione europea di un quadro normativo moderno e adeguato alle nuove sfide del settore.
Secondo l’associazione di categoria, l’approvazione del regolamento rappresenta un passaggio strategico per consentire agli agricoltori di accedere a strumenti innovativi in grado di migliorare la resilienza delle colture e la sostenibilità delle produzioni, in un contesto sempre più condizionato dagli effetti del cambiamento climatico.
Nuove varietà per contrastare clima e fitopatie
Il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, ha evidenziato come le nuove tecniche genomiche possano offrire risposte concrete alle criticità che già oggi incidono pesantemente sulle produzioni agricole europee. Le variazioni delle rese dovute a fenomeni climatici estremi e alla diffusione di malattie delle piante stanno infatti generando perdite significative in numerosi comparti produttivi.
Grazie alle innovazioni rese possibili dalle NGT sarà possibile sviluppare varietà vegetali più resistenti alle fitopatie, meno dipendenti dalle risorse idriche e maggiormente adattabili alle nuove condizioni ambientali. Un percorso che, secondo Cia, consente di coniugare produttività, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare, rafforzando al tempo stesso la competitività delle imprese agricole.
Ricerca e trasferimento tecnologico al centro della nuova fase
Per Cia, l’approvazione del regolamento permette inoltre all’Europa di recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altri grandi Paesi produttori che già da tempo utilizzano queste tecnologie. Il nuovo quadro normativo offre infatti alle imprese agricole strumenti innovativi per migliorare la difesa delle colture e affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato globale.
L’associazione sottolinea però che il lavoro non si conclude con l’approvazione del regolamento. Sarà fondamentale garantire un’applicazione uniforme delle nuove disposizioni in tutti gli Stati membri e sostenere con adeguate risorse la ricerca scientifica e il trasferimento dell’innovazione alle aziende agricole.
L’obiettivo, conclude Cia, è trasformare rapidamente questa opportunità in benefici concreti per il mondo agricolo, affinché innovazione e ricerca diventino leve sempre più efficaci per garantire il futuro dell’agricoltura europea, la tutela delle produzioni e la sicurezza alimentare delle nuove generazioni.