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Al tavolo del Masaf la Confederazione propone interventi per contrastare il calo dei prezzi, tutelare gli olivicoltori e valorizzare l’olio extravergine Made in Italy

Un comparto sotto pressione tra prezzi in calo e costi in aumento

L’olivicoltura italiana attraversa una fase particolarmente delicata, segnata da una forte contrazione dei prezzi all’origine e da costi produttivi in costante crescita. È quanto emerso nel corso del tavolo olivicolo convocato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, durante il quale Cia-Agricoltori Italiani ha avanzato una serie di proposte per sostenere uno dei comparti più rappresentativi dell’agroalimentare nazionale.

Secondo il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, le quotazioni dell’olio extravergine di oliva sono scese in molte aree produttive sotto i 6,5 euro al chilogrammo, registrando una flessione di circa il 33% rispetto allo scorso anno. Una dinamica che, unita all’aumento dei costi di produzione, sta mettendo a rischio la sostenibilità economica di migliaia di aziende agricole.

Controlli più efficaci e responsabilità condivisa lungo tutta la filiera

Tra le principali richieste avanzate dalla Confederazione vi è la necessità di rafforzare il sistema dei controlli, superando una logica basata esclusivamente sugli aspetti formali. Per Cia occorre coinvolgere tutti gli operatori della filiera, compresa la grande distribuzione organizzata, nella tutela della qualità del prodotto e nella difesa del valore riconosciuto agli agricoltori.

L’obiettivo è contrastare pratiche commerciali scorrette e fenomeni che alterano il mercato, soprattutto quando vengono proposte offerte incompatibili con i reali costi della materia prima. Una maggiore responsabilità di filiera viene considerata fondamentale per garantire condizioni più eque e sostenibili per le imprese agricole.

Tracciabilità e innovazione per contrastare le distorsioni del mercato

Un altro punto centrale riguarda il rafforzamento della vigilanza attraverso una migliore integrazione tra registri telematici, sistemi di tracciabilità e strumenti di analisi del rischio. In questo contesto il SIAN viene indicato come una risorsa strategica per monitorare i flussi commerciali e prevenire anomalie e illeciti.

Per Cia è necessario passare da un sistema che interviene prevalentemente dopo la segnalazione delle criticità a un modello capace di individuare in anticipo le distorsioni del mercato, riducendo così i danni economici per gli olivicoltori e aumentando la trasparenza dell’intero settore.

Valorizzare organizzazioni di produttori e accordi di filiera

La Confederazione punta inoltre a un maggiore equilibrio nella distribuzione del valore economico lungo la catena produttiva. In quest’ottica assume un ruolo strategico il rafforzamento delle Organizzazioni di produttori e delle loro aggregazioni, insieme allo sviluppo di accordi di filiera che coinvolgano agricoltura, trasformazione e imbottigliamento.

Particolare attenzione viene riservata anche agli strumenti europei di gestione delle crisi di mercato, che secondo Cia dovrebbero essere resi più rapidi ed efficaci, compresa la possibilità di ricorrere tempestivamente allo stoccaggio privato nei momenti di maggiore difficoltà.

Qualità, Dop e Igp al centro del rilancio dell’olio italiano

Per la Confederazione il futuro del comparto passa soprattutto dalla valorizzazione dell’olio extravergine Made in Italy, puntando sulle sue caratteristiche distintive, sulla ricca biodiversità varietale e sul patrimonio rappresentato dalle certificazioni Dop e Igp.

La promozione deve coinvolgere consumatori, scuole, ristorazione e distribuzione attraverso una comunicazione più efficace e una maggiore diffusione della cultura dell’olio come elemento identitario della dieta mediterranea. Secondo Cia, la competitività dell’olivicoltura italiana non può essere costruita esclusivamente sui volumi produttivi, ma deve continuare a fare leva sulla qualità, sulla distintività e sulla capacità di trasformare il patrimonio olivicolo nazionale in valore economico per le imprese agricole e per i territori.