Dalla pensione di vecchiaia alle uscite anticipate, passando per Ape Sociale, Quota 41 e contributivi puri. Il Patronato INAC-CIA invita lavoratori e pensionandi a pianificare per tempo il proprio percorso previdenziale
L’aumento dell’età pensionabile e i requisiti per la pensione di vecchiaia
Il sistema previdenziale italiano continua a evolversi e, in vista del 2027, si profilano alcune novità importanti per lavoratori e future pensioni. Tra gli aspetti principali emerge l’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita, che porterà la pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese.
Resterà invece invariato il requisito contributivo minimo di 20 anni di versamenti. Per i cosiddetti contributivi puri, ossia coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 1995, sarà necessario maturare anche un importo minimo della pensione pari all’assegno sociale. In caso contrario, l’uscita dal lavoro potrebbe slittare fino a 71 anni e 1 mese con almeno 5 anni di contributi.
Pensioni anticipate e conferma delle finestre mobili
Per quanto riguarda le pensioni anticipate ordinarie, le regole attualmente previste confermano la possibilità di uscita indipendentemente dall’età anagrafica, ma con requisiti contributivi molto elevati.
Gli uomini dovranno raggiungere 42 anni e 11 mesi di contributi, mentre per le donne saranno necessari 41 anni e 11 mesi. Resta inoltre confermata la cosiddetta finestra mobile di tre mesi tra la maturazione del requisito e l’effettiva decorrenza della pensione.
Per i lavoratori rientranti nel sistema contributivo puro sarà possibile accedere anche alla pensione anticipata contributiva con 64 anni e 1 mese di età e almeno 20 anni di contributi, purché l’assegno pensionistico raggiunga soglie minime stabilite dalla normativa vigente.
Ape Sociale, Quota 41 e misure dedicate alle categorie tutelate
Tra gli strumenti previdenziali destinati alle categorie più fragili o ai lavori particolarmente gravosi, resta confermata Quota 41 per i lavoratori precoci appartenenti alle categorie tutelate, cioè coloro che abbiano maturato almeno dodici mesi di contributi prima dei 19 anni.
Restano inoltre operative le disposizioni dedicate ai lavori usuranti, che consentono l’uscita con 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.
Situazione ancora incerta, invece, per l’Ape Sociale, attualmente prevista fino alla fine del 2026 e in attesa di eventuale proroga.
Le opportunità legate agli scivoli aziendali e all’invalidità pensionabile
Tra gli strumenti confermati figura anche l’Isopensione, prorogata fino al 2029, che consente alle aziende di accompagnare i lavoratori verso la pensione con un anticipo fino a sette anni rispetto ai requisiti ordinari.
Restano inoltre attive le misure dedicate all’invalidità pensionabile, con possibilità di accesso anticipato alla pensione a partire da 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini, in presenza dei requisiti contributivi previsti.
Il Patronato INAC-CIA invita lavoratori, pensionandi e famiglie a verificare attentamente la propria posizione contributiva e previdenziale, programmando per tempo le scelte future attraverso il supporto delle sedi territoriali presenti sul territorio.