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Presentato alla Camera dei Deputati il progetto che integra agrivoltaico sostenibile, comunità energetiche rinnovabili e servizi tecnici per accompagnare le imprese agricole nella transizione energetica

Un modello energetico costruito attorno agli agricoltori

Una transizione energetica a misura di agricoltura, capace di produrre energia rinnovabile senza sottrarre terreno alla produzione agricola e senza lasciare i territori ai margini dei benefici economici e sociali. È questo l’obiettivo di “Rinnovabile è Agricoltura”, il progetto promosso da Cia-Agricoltori Italiani e presentato a Roma, alla Camera dei Deputati, alla presenza di esperti, tecnici e rappresentanti del Masaf e del Mase.

L’iniziativa nasce in un contesto segnato dalla crescente preoccupazione per la diffusione di grandi impianti fotovoltaici spesso percepiti come estranei al tessuto produttivo locale. Cia propone invece un modello alternativo, fondato sulla centralità dell’impresa agricola, sulla tutela del suolo coltivato e sul coinvolgimento diretto delle comunità locali.

Energia, suolo e impresa agricola nella stessa strategia

Il progetto punta a dimostrare che cibo ed energia non devono essere in competizione, ma possono diventare parte di una stessa strategia di sviluppo sostenibile. L’obiettivo è accompagnare le aziende agricole e le Pmi del comparto in un percorso capace di combinare produzione energetica, continuità produttiva, risparmio economico e nuova redditività.

Al centro del modello ci sono l’agrivoltaico sostenibile e le Comunità Energetiche Rinnovabili, strumenti che consentono alle imprese agricole di produrre, autoconsumare e condividere energia, generando benefici non solo per le aziende, ma anche per cittadini, territori e iniziative sociali locali.

I tre pilastri del progetto Cia

Il sistema integrato si basa su tre pilastri principali. Il primo è Fondazione EnerCia, Comunità energetica rinnovabile di livello nazionale, pensata per offrire a produttori e consumatori una struttura organizzativa e gestionale in grado di semplificare l’accesso ai vantaggi delle CER, superando ostacoli burocratici, amministrativi e operativi.

Il secondo pilastro è rappresentato da ESCo Agroenergetica, società di servizi energetici costituita da Cia nel 2013 e specializzata nel settore agricolo e agroindustriale. La società fornisce supporto tecnico, progettuale e gestionale, sia per la realizzazione degli impianti sia per il corretto funzionamento delle Comunità energetiche nelle loro articolazioni territoriali.

A completare il percorso c’è HelioGea100, la soluzione agrivoltaica pensata per gli imprenditori agricoli. Il sistema è progettato per integrare produzione di energia e attività agricola, senza compromettere l’utilizzo del terreno coltivato.

Un investimento che genera reddito e risparmio

Il modello presentato da Cia evidenzia anche la sostenibilità economica dell’iniziativa. Con un investimento complessivo di circa 120 mila euro, un impianto agrivoltaico da 183 kWp può garantire all’agricoltore una nuova fonte di reddito pari a circa 2 mila euro al mese.

Il beneficio economico deriva da più fattori: il risparmio legato all’autoconsumo dell’energia elettrica aziendale, stimato intorno ai 6 mila euro l’anno; la vendita dell’energia prodotta, per circa 19 mila euro l’anno; e la condivisione di circa 100 mila kWh l’anno all’interno della Comunità energetica rinnovabile, per un valore di circa 5 mila euro annui.

Ai vantaggi per l’impresa agricola si aggiungono quelli per i consumatori membri della CER, che possono beneficiare complessivamente di altri 5 mila euro l’anno, pari in media a una mensilità di bolletta elettrica risparmiata. Una parte dei benefici potrà inoltre essere destinata al sostegno di progetti sociali sui territori.

Fini: «Cibo ed energia parte di una sfida comune»

Per il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, il progetto rappresenta «un passo concreto verso la promozione di modelli innovativi di produzione e condivisione di energia rinnovabile in ambito agricolo e rurale».

Fini ha sottolineato il valore di «un sistema di strumenti, servizi e competenze integrate, a lavoro per una migliore resa produttiva e difesa del suolo», ribadendo che «cibo ed energia non sono in competizione, ma parte di una sfida comune che porti valore alle piccole e medie imprese, ma anche alla governance complessiva dei territori».

Con “Rinnovabile è Agricoltura”, Cia-Agricoltori Italiani propone dunque una visione della transizione energetica che non si limita alla produzione di energia pulita, ma punta a rafforzare il ruolo dell’agricoltura come presidio economico, ambientale e sociale delle aree rurali.

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