Sana Food, Cia presenta i protagonisti del biologico italiano tra tradizione agricola e crescita globale
Pasta, olio extravergine e birra guidano il successo del bio Made in Italy. Export in crescita del 174% in dieci anni e filiere agricole sempre più protagoniste sui mercati internazionali
Al Sana Food, in programma fino al 24 febbraio, Cia-Agricoltori Italiani porta al centro della scena le eccellenze del biologico nazionale, raccontando un comparto in forte consolidamento e sempre più competitivo a livello internazionale. Pasta, olio extravergine d’oliva e birra si confermano i big player del bio Made in Italy, simboli di una filiera che unisce tradizione agricola, innovazione e sostenibilità, con un export cresciuto del 174% negli ultimi dieci anni.
Presso il Padiglione 18, negli spazi dedicati alla Confederazione, le aziende associate animano una collettiva fatta di mostra-mercato, degustazioni e show cooking, valorizzando prodotti che rappresentano l’identità agricola italiana e la crescente domanda globale di alimenti biologici.
La storia agricola motore della crescita del biologico italiano
Il filo conduttore della presenza Cia in fiera è la storia agricola dei territori, elemento distintivo di un settore che vede l’Italia tra i Paesi leader in Europa per superficie coltivata a biologico e numero di operatori.
Dalla Val d’Orcia arrivano esperienze di filiere integrate “dal chicco alla pasta”, mentre in Sicilia la riconversione dell’orticoltura ha dato vita a laboratori biologici ad alto valore aggiunto. Nell’Appennino, la lavorazione dei marroni segue ancora tecniche tradizionali alimentate da energia rinnovabile, mentre nel ravennate il luppolo diventa leva di diversificazione strategica, sostenendo la crescita della birra artigianale nel consumo fuori casa.
Grande protagonista resta l’olio extravergine d’oliva biologico, tra i prodotti più premiati e apprezzati dai consumatori, con una crescita del 31,8% nel carrello della spesa, grazie all’incontro tra tradizioni millenarie e nuove generazioni di olivicoltori.
Diciotto aziende da tutta Italia per raccontare qualità e sostenibilità
La collettiva Cia al Sana 2026 riunisce 18 aziende biologiche provenienti da diverse regioni italiane, dall’Emilia-Romagna alla Sicilia, passando per Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia e Toscana.
Le produzioni esposte rappresentano un modello agroalimentare fondato su qualità certificata, sostenibilità ambientale e forte radicamento territoriale, elementi sempre più determinanti per conquistare i mercati internazionali e rafforzare la fiducia dei consumatori.
Il marchio biologico italiano leva strategica per competitività e fiducia
Secondo Cia e la sua associazione Anabio, il biologico italiano può crescere ulteriormente grazie al nuovo marchio biologico nazionale, considerato uno strumento strategico per aumentare tracciabilità, riconoscibilità e competitività delle produzioni.
Il marchio rappresenta infatti un valore aggiunto sia per i produttori, che potranno distinguersi sui mercati globali, sia per i consumatori, sempre più orientati verso scelte consapevoli e sostenibili.
Sana spazio di confronto sugli Stati Generali del Biologico
La presenza della Confederazione al Sana è anche occasione di confronto istituzionale e strategico. Il presidente nazionale Cristiano Fini partecipa infatti all’iniziativa “Rivoluzione Bio”, mentre il presidente di Anabio-Cia, Giuseppe De Noia, interviene nella sessione dedicata ai consumi fuori casa, tema centrale per lo sviluppo futuro del comparto.
Per Cia, il biologico rappresenta oggi uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano: un settore capace di coniugare competitività economica, tutela ambientale e valorizzazione delle comunità rurali, confermando l’agricoltura come protagonista della transizione verso modelli alimentari più sostenibili.