All’evento di avvio del primo bando l’appello al Governo per stabilizzare il progetto. Fini e Mastrocinque: serve uno sforzo oltre la sperimentazione, il Servizio Civile è un ponte tra generazioni
Rendere strutturale il Servizio Civile Agricolo e garantirne la continuità almeno fino al 2030. È questo l’appello lanciato a Roma da Cia-Agricoltori Italiani e dal Patronato Inac al ministro dell’Agricoltura, in occasione dell’evento di avvio del primo bando dedicato al settore primario, organizzato sul tema “Giovani, valori e agricoltura”.
Secondo i presidenti Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, il progetto rappresenta uno strumento fondamentale per il futuro del comparto e deve superare la fase sperimentale per diventare una misura stabile, con una prospettiva pluriennale. Il Servizio Civile Agricolo, hanno sottolineato, non sottrae forza lavoro alle campagne, ma contribuisce a restituire competenze, idee e nuove energie al settore.
Il Servizio Civile Agricolo come ponte tra generazioni e occasione di crescita professionale
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come il Servizio Civile Agricolo rappresenti un ponte tra generazioni, capace di avvicinare i giovani a un comparto spesso raccontato attraverso stereotipi ormai superati.
L’agricoltura, è stato evidenziato, non è solo lavoro manuale, ma un sistema multifunzionale che comprende attività legate a gestione aziendale, marketing, servizi, cooperazione sociale e innovazione, offrendo opportunità professionali diversificate e percorsi di crescita concreti.
L’obiettivo dell’iniziativa è proprio quello di far conoscere ai giovani le potenzialità del settore agricolo, stimolando l’ingresso di nuove competenze indispensabili per affrontare le sfide della competitività, della sostenibilità e della transizione tecnologica.
Il nodo del ricambio generazionale e la necessità di nuove leve nel settore
Il tema del ricambio generazionale resta uno dei punti più critici per l’agricoltura italiana. I dati evidenziano una presenza molto limitata di giovani nel comparto, con una percentuale ridotta di titolari d’azienda under 40 e numeri ancora più bassi tra coloro che non provengono da famiglie agricole.
In questo contesto, il Servizio Civile Agricolo viene considerato uno strumento importante non solo per favorire l’ingresso dei giovani, ma anche per contribuire al rinnovamento organizzativo e amministrativo del settore, supportando le attività delle strutture di assistenza e delle imprese.
L’interesse dei giovani conferma il valore del progetto
Il primo bando ha registrato un forte interesse da parte dei giovani, con 300 candidature per circa 70 posizioni disponibili. Sono stati 50 i profili idonei selezionati, già operativi a partire dal mese di gennaio, anche a supporto delle attività del sistema di assistenza agricola.
Un dato significativo riguarda la provenienza dei candidati: solo una minima parte arriva da percorsi di studio strettamente legati all’agricoltura, a dimostrazione della capacità del progetto di attrarre competenze diverse e avvicinare nuovi profili al mondo rurale.
Stabilizzare il Servizio Civile Agricolo per rafforzare il futuro del settore
Per Cia e Inac, l’esperienza avviata dimostra che il Servizio Civile Agricolo può diventare un pilastro delle politiche per i giovani e per il ricambio generazionale. Per questo, l’appello alle istituzioni è quello di consolidare l’iniziativa e garantire continuità e programmazione nel tempo, affinché il progetto possa esprimere pienamente il suo potenziale.
Rendere strutturale il Servizio Civile Agricolo significa, secondo le organizzazioni promotrici, investire nel capitale umano, rafforzare il legame tra giovani e territori rurali e contribuire alla costruzione di un’agricoltura più innovativa, sostenibile e capace di affrontare le sfide del futuro.
