Blog

Fini incontra il commissario Ue Hansen e lancia l’allarme. “Servono interventi immediati su energia, fertilizzanti e liquidità o il sistema rischia il collasso”

La crisi internazionale pesa su imprese agricole e filiere produttive

Al Vinitaly 2026 si accende il confronto sulle conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente, con Cia-Agricoltori Italiani che lancia un appello urgente all’Unione europea. L’incontro tra il presidente nazionale Cristiano Fini e il commissario Ue all’Agricoltura Christophe Hansen mette al centro una situazione definita ormai strutturale, con energia alle stelle, fertilizzanti fuori controllo e costi di produzione in forte aumento. Una pressione che si riversa lungo tutta la filiera agroalimentare, fino ai consumatori, rendendo necessarie decisioni rapide e straordinarie, sul modello delle misure adottate durante la pandemia.

Fertilizzanti ed energia al centro dell’emergenza produttiva

Tra le priorità indicate da Cia emerge con forza il nodo dei fertilizzanti, il cui aumento dei prezzi rischia di compromettere già la campagna produttiva in corso. L’organizzazione chiede sostegni diretti agli agricoltori già dal 2026, la sospensione dei dazi sulle importazioni e un intervento sul meccanismo del CBAM, ritenuto un costo aggiuntivo non più sostenibile. Allo stesso tempo, viene sollecitato un monitoraggio europeo dei prezzi per contrastare fenomeni speculativi.

Sul fronte energetico, la richiesta è altrettanto netta. Per Cia servono strumenti straordinari a livello europeo, anche superando temporaneamente i vincoli del Patto di stabilità. L’obiettivo è contenere i costi attraverso acquisti comuni di energia e garantire che la produzione alimentare venga considerata prioritaria, escludendola da eventuali razionamenti.

Liquidità e autonomia produttiva per evitare il blocco del sistema

L’aumento dei costi e la compressione dei margini stanno mettendo a rischio la tenuta delle aziende agricole. Per questo Cia propone un piano europeo sulla liquidità, ispirato agli interventi adottati durante il Covid, per assicurare continuità produttiva e sostenere il tessuto imprenditoriale.

Parallelamente, la crisi internazionale evidenzia la necessità di ridurre la dipendenza dell’Europa da forniture esterne. L’organizzazione chiede di rafforzare l’autonomia produttiva, accelerando sulla produzione interna di fertilizzanti e valorizzando soluzioni alternative come il digestato, oggi frenato da vincoli normativi. In prospettiva, diventano centrali anche gli investimenti per la resilienza della filiera, con più energie rinnovabili in azienda e strumenti comuni per affrontare future emergenze.

Pac e sicurezza alimentare, una sfida strategica per l’Europa

In un contesto globale sempre più instabile, l’agricoltura viene indicata come un asset strategico per la sicurezza alimentare europea. Per questo Cia ribadisce la necessità di una Politica agricola comune adeguatamente finanziata anche oltre il 2027, escludendo ogni ipotesi di tagli che renderebbero il sistema ancora più vulnerabile.

Secondo Fini, senza un intervento coordinato dell’Unione europea il rischio è concreto: riduzione della capacità produttiva e aumento dei prezzi al consumo, con effetti diretti su famiglie e mercati.

Il settore vitivinicolo tra semplificazione e nuovi mercati

Nel confronto con il commissario Hansen, spazio anche al comparto vitivinicolo, protagonista al Vinitaly. Per Cia è fondamentale garantire una rapida attuazione del Pacchetto Vino, con particolare attenzione alla semplificazione normativa, dalle regole sui reimpianti alla flessibilità nella distillazione.

Diventa centrale anche la necessità di una maggiore chiarezza nell’etichettatura, soprattutto per distinguere i vini a bassa gradazione naturale da quelli dealcolati, in un mercato sempre più diversificato. Sul fronte della promozione, l’organizzazione chiede campagne mirate per l’apertura di nuovi mercati e un sostegno strutturale all’enoturismo, leva strategica per lo sviluppo delle aree rurali.

L’appello finale di Cia per salvare agricoltura e territori

Nel suo intervento, Fini sottolinea come l’Europa si trovi davanti a una scelta decisiva: proteggere concretamente l’agricoltura o lasciarla esposta agli shock globali.

L’appello rivolto al commissario europeo è chiaro: servono azioni eccezionali per salvaguardare cibo, imprese e territori, evitando che la crisi internazionale si traduca in un colpo irreversibile per il sistema agroalimentare europeo.

Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie in modo da poterti fornire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web ritieni più interessanti e utili.