Dall’incontro a Fieragricola l’appello a sostenere la produzione primaria e a garantire regole chiare per difendere un comparto strategico per economia e sicurezza alimentare
Ripartire da reddito degli allevatori, gestione dell’offerta, prevenzione sanitaria e regole di reciprocità negli scambi. Sono queste le priorità indicate da Cia-Agricoltori Italiani agli Stati Generali della zootecnia, ospitati per la prima volta nell’ambito di Fieragricola. L’obiettivo, secondo la Confederazione, è supportare la produzione primaria come vero perno della filiera e ridurre la dipendenza dall’estero, garantendo condizioni di mercato più equilibrate.
“La zootecnia italiana è un asse portante dell’economia e della sicurezza alimentare del Paese”, ha sottolineato il vicepresidente nazionale di Cia, Gianmichele Passarini, ricordando come la Feed Economy generi un valore complessivo di circa 180 miliardi di euro, un patrimonio che significa occupazione, presidio del territorio e tenuta delle aree rurali.
Andamento del settore tra consumi disomogenei e costi in crescita
Il quadro congiunturale del comparto evidenzia una situazione complessa. I consumi di latte fresco risultano in calo, mentre il latte UHT registra una crescita in valore. Nel comparto delle carni bovine, nonostante un aumento della produzione, l’Italia resta strutturalmente deficitaria, con forti aumenti dei prezzi all’origine che si riflettono sui prezzi al consumo.
Diversa la dinamica del settore suinicolo, che mostra segnali positivi sia nei consumi di carne sia nelle produzioni di qualità, in particolare nei prosciutti Dop. Più contenuta la crescita del comparto avicunicolo, che registra incrementi limitati ma stabili.
Produzione primaria e redditività degli allevatori al centro delle politiche
Per Cia, la priorità resta la valorizzazione della produzione primaria, con strumenti in grado di garantire redditività agli allevatori e maggiore trasparenza lungo la filiera. In questo quadro viene considerato fondamentale rafforzare gli strumenti di gestione dell’offerta, sostenere l’Ocm latte e promuovere una comunicazione corretta e basata su evidenze scientifiche sul ruolo della zootecnia, spesso al centro di dibattiti che non tengono conto dei dati reali.
Secondo la Confederazione, sostenibilità ambientale, benessere animale e innovazione sono già parte integrante del lavoro quotidiano degli allevatori, che operano secondo standard tra i più rigorosi a livello internazionale. Tuttavia, questi obiettivi possono essere mantenuti solo se accompagnati da redditività adeguata, investimenti in sanità e ricerca e strumenti specifici di sostegno, in particolare per il comparto lattiero-caseario in difficoltà.
Regole uguali negli scambi e difesa della competitività europea
Un altro nodo centrale riguarda la reciprocità negli scambi internazionali. Per Cia, l’Europa deve garantire che i prodotti importati rispettino gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti agli allevatori europei. Il tema è particolarmente rilevante nei rapporti con i Paesi terzi e nei negoziati commerciali, a partire da quelli con il Mercosur, per evitare concorrenza sleale e squilibri di mercato.
Appello alle istituzioni per una strategia strutturale della zootecnia
Dagli Stati Generali della zootecnia arriva infine un appello a Governo ed Europa perché il comparto venga sostenuto con scelte politiche concrete e coordinate. Serve una strategia strutturale di promozione e informazione, capace di rafforzare l’unità della filiera zootecnica e alimentare e di garantire condizioni eque per competere.
Per Cia, dare alla zootecnia italiana strumenti adeguati, regole chiare e prospettive di reddito significa assicurare al Paese sicurezza alimentare, occupazione e tutela dei territori, soprattutto nelle aree interne e rurali dove l’allevamento continua a rappresentare una componente essenziale dell’economia e della vita delle comunità.