Fini: “Misure importanti per il Centro Sud. Ora trasformare le risorse in strumenti concreti per il rilancio dell’agricoltura”
Fini: “Un miliardo necessario, ma servono tempi certi e applicazione concreta”
Le risorse annunciate dal ministro Francesco Lollobrigida con il piano “ColtivaItalia”, approvato dal Consiglio dei Ministri e collegato alla finanziaria 2026, rappresentano una risposta attesa da tempo dal comparto agricolo italiano. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che però lancia un appello al Parlamento affinché si arrivi rapidamente all’approvazione definitiva.
«Il miliardo stanziato – spiega Fini – è essenziale per sostenere le imprese agricole in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente. Ma è fondamentale che le risorse non restino solo sulla carta. Serve un iter parlamentare rapido, capace di trasformare questi fondi in strumenti concreti e operativi, in particolare per le produzioni più in sofferenza nel Centro Sud come grano, zootecnia e olivicoltura».
Risorse per filiere, giovani e donne: una leva per il futuro
Cia accoglie con favore la centralità data alle filiere produttive del Mezzogiorno, da tempo penalizzate da crisi strutturali e climatiche. Altrettanto importante è il focus su ricambio generazionale e imprenditoria femminile, con misure specifiche per favorire l’accesso alla terra e il recupero dei terreni agricoli abbandonati.
«Queste azioni – prosegue Fini – sono cruciali anche per contrastare il dissesto idrogeologico e lo spopolamento delle aree interne, temi che toccano da vicino territori fragili come quelli della Calabria e di altre regioni del Sud».
Innovazione e clima: la vera sfida si gioca sul futuro
Il presidente Fini ribadisce, infine, l’importanza di investire in ricerca, formazione e digitalizzazione, strumenti fondamentali per affrontare le sfide del presente e del futuro:
«Oggi non possiamo più rinviare la transizione tecnologica e ambientale del settore agricolo. Le imprese hanno bisogno di soluzioni innovative per fronteggiare la crisi climatica e garantire la sostenibilità delle produzioni. “ColtivaItalia” può essere un’opportunità vera, ma deve diventare operativa il prima possibile».