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La riduzione annunciata da Eni per agricoltura e pesca rappresenta un primo sollievo per le imprese. Fini: «Ora anche gli altri operatori seguano questa strada, ma la crisi dei costi richiede risposte durature».

Un primo segnale per le imprese agricole

La riduzione del 20% sul prezzo dei carburanti destinati ad agricoltura e pesca annunciata da Eni rappresenta, per CIA-Agricoltori Italiani, un segnale positivo in una fase in cui il caro-energia continua a incidere pesantemente sui bilanci delle aziende.

Il costo del carburante resta infatti una delle voci più rilevanti per il settore primario, incidendo sulle lavorazioni in campo, sulla movimentazione dei mezzi, sull’irrigazione e, più in generale, sull’intera organizzazione produttiva. Un peso che si somma agli aumenti registrati negli ultimi anni su energia, materie prime, fertilizzanti e servizi.

Anche per le imprese agricole calabresi, alle prese con margini sempre più ridotti e costi di produzione elevati, ogni intervento capace di alleggerire la spesa energetica rappresenta un sostegno concreto.

Fini: «Misura utile, ma temporanea»

«Auspichiamo che anche gli altri operatori del settore dei carburanti seguano questa strada», dichiara il presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

Per CIA, tuttavia, il taglio annunciato non può essere considerato una risposta definitiva alla crisi.

«Non possiamo considerare risolta una situazione che pesa in maniera rilevante sulle imprese agricole e che non va sottovalutata – sottolinea Fini –. Questa misura offre certamente un sollievo, ma è temporanea».

Il tema centrale resta quindi quello della stabilità dei costi e della necessità di garantire alle aziende agricole condizioni economiche più sostenibili nel medio e lungo periodo.

In Calabria il nodo dei costi resta centrale

CIA-Agricoltori Italiani della Calabria richiama l’attenzione sulla necessità di interventi più ampi e strutturali, capaci di incidere non soltanto sul prezzo dei carburanti, ma sull’intero sistema dei costi che grava sulla produzione agricola.

Per le aziende calabresi, spesso caratterizzate da dimensioni medio-piccole e da una forte esposizione alle oscillazioni dei prezzi di energia e materie prime, la tenuta economica dipende sempre più dalla capacità di contenere le spese senza compromettere competitività, qualità e capacità produttiva.

La riduzione annunciata rappresenta dunque un passo nella direzione giusta, ma per CIA occorre andare oltre le misure temporanee e costruire politiche capaci di garantire maggiore certezza alle imprese, sostenendo il reddito agricolo e la continuità produttiva.

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