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La Confederazione chiede un intervento urgente a Ministero dell’Agricoltura, Agea e Ismea: blocchi, anomalie e milioni di bozze rischiano di rallentare o compromettere i risarcimenti alle imprese agricole

La piattaforma Agricat versa in una situazione di grave criticità e il caos informatico e procedurale rischia di tradursi in un danno diretto per migliaia di agricoltori, con possibili ritardi o difficoltà nel pagamento degli indennizzi dovuti. A lanciare l’allarme è Cia-Agricoltori Italiani, che sollecita un intervento immediato del Ministero dell’Agricoltura, di Agea e di Ismea per riportare il sistema alla piena operatività e tutelare le imprese del settore.

Blocchi informatici e oltre due milioni di bozze da verificare

Secondo quanto denunciato dalla Confederazione, i continui blocchi e malfunzionamenti della piattaforma stanno rendendo particolarmente complessa la lavorazione delle denunce di danno. A pesare ulteriormente sul sistema è la presenza di oltre due milioni di bozze cosiddette “precompilate”, con casi nei quali per uno stesso appezzamento o per una medesima denuncia risultano generati anche sette o otto atti differenti.

Cia chiarisce che queste precompilate non corrispondono necessariamente a domande già istruite e pronte per essere liquidate. In molti casi si tratta, invece, del riversamento di alert che devono essere controllati e verificati singolarmente dagli uffici.

Una situazione che potrebbe diventare ancora più critica qualora, per tutelare gli agricoltori, gli operatori fossero costretti a rilasciare tutte le bozze presenti nel sistema, comprese quelle duplicate. Il risultato sarebbe una mole enorme di attività amministrativa, con il concreto rischio di rallentare ulteriormente le procedure e le liquidazioni.

Superfici danneggiate escluse e criteri difficili da comprendere

A preoccupare Cia è anche il funzionamento dei criteri utilizzati dal sistema per individuare le superfici effettivamente danneggiate.

La Confederazione segnala casi di agricoltori che hanno realmente subito danni ma che non riescono neppure ad accedere alla denuncia, perché esclusi dai calcoli effettuati dalla piattaforma. In altre situazioni, invece, le superfici risultano solo parzialmente riconosciute, con alcune porzioni incluse e altre escluse secondo risultati che appaiono difficili da comprendere.

Per Cia, strumenti automatici e algoritmi non possono sostituire l’istruttoria necessaria a verificare i singoli casi. Allo stesso modo, una domanda precompilata non può trasformarsi automaticamente in uno strumento capace di escludere un’impresa dal diritto all’indennizzo.

Le responsabilità operative delle criticità riscontrate, sottolinea la Confederazione, fanno capo ad Agricat. Tuttavia, Agea e Ismea, in qualità di soci, insieme al Ministero dell’Agricoltura, sono chiamati a intervenire affinché vengano corrette le anomalie e ripristinato il regolare funzionamento del sistema.

Cia: “Gli agricoltori non possono pagare le conseguenze”

Per Cia, le difficoltà attuali non rappresentano un problema improvviso. Diverse anomalie, comprese esclusioni di produttori e territori, erano infatti già state segnalate nelle campagne precedenti. Secondo la Confederazione, ci sarebbe quindi stato il tempo necessario per correggere le criticità ed evitare l’attuale situazione di stallo.

Da qui la richiesta di aprire con urgenza un confronto tra Ministero, Agricat, Agea, Ismea e organizzazioni agricole, con l’obiettivo di individuare una soluzione definitiva.

La priorità, ribadisce Cia-Agricoltori Italiani, deve essere la tutela delle aziende agricole, che non possono subire conseguenze economiche derivanti dalle disfunzioni della piattaforma.

Il rischio da scongiurare è che problemi informatici, sovrapposizioni burocratiche e anomalie procedurali determinino perdita, riduzione o ritardo degli indennizzi. Per la Confederazione, alle imprese deve essere garantito quanto spettante, attraverso procedure trasparenti e soprattutto con tempi certi.

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