Il discorso di Ursula von der Leyen manca di una visione concreta sul futuro del settore primario. Fini: «Serve una Pac forte, con fondi certi, adeguati e autonomi»
Un discorso ricco di annunci, ma ancora privo di una visione chiara e concreta sul futuro dell’agricoltura europea. È il giudizio di Cia-Agricoltori Italiani sulle parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha definito gli agricoltori europei i “migliori al mondo”, senza però accompagnare il riconoscimento con misure economiche e strumenti capaci di rispondere alle difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole.
Per Cia resta forte la preoccupazione per l’assenza di investimenti tangibili e di un vero pacchetto di emergenza in grado di fronteggiare una crisi climatica che sta assumendo caratteri sempre più strutturali e che mette sotto pressione produzioni, redditività e competitività delle aziende.
Acqua, assicurazioni e resilienza: il nodo resta quello delle risorse
Nel suo intervento, von der Leyen ha annunciato una nuova iniziativa europea dedicata all’acqua, un’alleanza Ue per l’assicurazione contro i rischi climatici e un nuovo quadro per rafforzare la resilienza climatica.
Temi che Cia considera indispensabili e non più rinviabili, soprattutto davanti alla crescente frequenza di siccità, alluvioni, grandinate, temperature estreme e crisi idriche che continuano a colpire le campagne europee.
A mancare, tuttavia, sono ancora risposte precise su risorse economiche, tempi di attuazione e strumenti operativi. È su questi elementi che, secondo l’Organizzazione, si misurerà la reale capacità dell’Europa di trasformare gli annunci in un sostegno concreto per gli agricoltori.
«Gli agricoltori non possono essere lasciati soli»
Le imprese agricole devono oggi fare i conti contemporaneamente con la transizione climatica, la volatilità dei mercati e la scarsità delle risorse idriche. Una situazione che, per Cia, non può essere affrontata scaricando interamente costi e rischi sulle aziende.
«Non abbiamo bisogno di altri annunci – dichiara il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini –. Abbiamo bisogno di una vera strategia europea per il futuro di una Pac forte, dotata di fondi certi, adeguati e autonomi e quindi di un Quadro finanziario pluriennale che riconosca l’agricoltura come un’infrastruttura strategica dell’Europa, non come una voce da comprimere».
La prossima Pac al centro delle scelte europee
Il punto centrale resta dunque il futuro della Politica agricola comune e il suo peso all’interno del prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea.
Per Cia, riconoscere il ruolo strategico dell’agricoltura significa garantire alle imprese una programmazione stabile, risorse adeguate e strumenti capaci di affrontare sia le emergenze sia le trasformazioni di lungo periodo.
«Sostenere davvero gli agricoltori – conclude Fini – significa compiere questa scelta ora, con risorse, regole e strumenti concreti».