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Il presidente nazionale Cristiano Fini sollecita vincoli chiari sulle risorse destinate al settore e una Pac solida e autonoma. Un tema centrale anche per le imprese calabresi, alla vigilia della mobilitazione davanti a Montecitorio dal 13 ottobre.

Budget europeo, restano le preoccupazioni per l’agricoltura

Il futuro bilancio dell’Unione europea deve assicurare all’agricoltura risorse adeguate e garanzie legislative sulla loro destinazione. È la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani, che esprime preoccupazione per la negobox, il documento presentato dalla presidenza di turno del Consiglio Ue per guidare i negoziati sul Quadro finanziario pluriennale, il Qfp.

Secondo l’associazione, il testo non offre aperture sufficienti all’aumento dei fondi agricoli e lascia irrisolti i nodi emersi dopo le proteste degli agricoltori e gli impegni assunti dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Il presidente nazionale Cristiano Fini richiama la necessità di dare seguito concreto a quelle promesse. La dotazione indicata di 294 miliardi di euro, nella valutazione di Cia, non basta a sostenere un comparto già sottoposto alla pressione dei costi e alle difficoltà economiche che attraversano la filiera.

Risorse vincolate per evitare squilibri tra Paesi

Al centro della posizione di Cia c’è la richiesta di rendere obbligatoria e certa la destinazione delle risorse all’agricoltura. Fini contesta che l’eventuale quota del 10% legata al target rurale, insieme ai fondi della revisione di medio termine, possa dipendere dalle scelte dei singoli Stati membri.

Secondo le valutazioni illustrate dal presidente nazionale, queste componenti potrebbero portare all’Italia circa un miliardo di euro in più rispetto all’attuale plafond Pac. Un incremento che, tuttavia, deve essere sostenuto da disposizioni legislative chiare e vincolanti.

Lasciare margini di discrezionalità ai governi nazionali, avverte Cia, rischierebbe di generare disparità nel sostegno alle imprese agricole europee, favorendo forme di concorrenza sleale e conflitti nell’allocazione delle risorse con le politiche di coesione. Per questo, le rassicurazioni sul piano nazionale non vengono considerate sufficienti a garantire la futura dotazione del settore.

Una Pac forte per sostenere anche l’agricoltura calabrese

La richiesta nazionale riguarda direttamente anche il futuro delle aziende agricole calabresi. La certezza dei finanziamenti europei incide sulla possibilità di programmare investimenti, mantenere le produzioni e sostenere l’attività nelle aree rurali, dove l’agricoltura contribuisce all’occupazione e alla cura del territorio.

Cia chiede quindi che la Politica agricola comune resti solida e autonoma, salvaguardando anche l’impianto del Qfp, compreso il Fondo per la competitività. Per Fini, l’incertezza sulle risorse non può continuare a ricadere sugli agricoltori, mentre le difficoltà del comparto mettono sotto pressione la sicurezza alimentare, il Made in Italy e la tenuta economica, sociale e ambientale dei territori.

Pac e bilancio europeo saranno tra i temi della mobilitazione nazionale davanti a Montecitorio, in programma dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre. Sei giornate di presidio attraverso le quali Cia porterà all’attenzione delle istituzioni la richiesta di risposte concrete per il reddito agricolo e il futuro delle imprese.

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